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Diario di bordo

Altri settentrioni – Oslo e Bergen

La prima immagine che ho della Norvegia vista dal finestrino dell’aereo è un fiordo – quello di Oslo – avvolto nella nebbia; una casetta rossa e un fitto e cupo bosco. Non è autunno ma fine primavera, tre giorni dopo sarà estate. Poi l’impermeabile e il treno che raggiunge il centro della città. C’è forse troppo vento, come quello che poi sentirò di notte alle Lofoten, e un cielo grigio all’uscita della stazione.

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Diario di bordo – Ostuni è bianca

Ci sono il bianco delle architetture, il verde cupo degli ulivi in fiore e della primavera, l’azzurro di un cielo terso in una fortunata giornata sgombra di malumori.

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Diario di bordo – Il battesimo della montagna

Se dici verde devi sgombrare la mente dall’immaginario precostituito o poco esperto, alimentato da cartoline di scarsa qualità o sbiadite versioni altrui. Se dico verde gli occhi si riempiono dei boschi dell’Alto Adige: un fazzoletto impenetrabile di vegetazione, luce e ombre, ricami, che riduce – fino a dimenticare – la distanza dalla dizione e grammatica tedesca.