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Comodini

Comodini – mr. tannus

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Devo dire che è la prima volta che un ospite si rivolge a me in questo spazio e lo apprezzo moltissimo, sarà per gentilezza o per originalità di intenzioni, dà davvero l’idea dell’incontro. Chi è che bussa alla mia porta? È Gaetano, ovvero mr.tannus, lettore appassionato, autore di Le janare (Il seme bianco), che stimo moltissimo per la capacità riflessiva e curiosità. Gli offrirò del tè e mi farò raccontare il suo comodino.

 

Salve, è permesso? Prometto di non disturbare troppo. Non sono abituato a entrare a casa degli altri, non vorrei mai dar fastidio, ma a un invito del genere: come dir di no?
Ciao Marina, lieto di vederti. Oh, sì sì mi accomodo. Per me senza zucchero e una fettina di limone. Ma che bella libreria! Conto una trentina, quarantina forse, di Iperborea lì… ooh ma questo profumo? Cosa c’è in forno? Scusa, scusa… sì ero qui per parlare del mio comodino. No, vabbè anche il caffè con la Moka.. sempre senza zuc… LA SMETTO!
Marina, Marina, sai che dir qualcosa sul mio comodino è complicato? Ne ho avuti così tanti, alcuni proibiti, alcuni inesistenti. Tanti comodini quanti i luoghi che mi hanno accolto, talvolta più comodini che dimore. Tutti, però, anche quelli inesistenti, hanno dato ospitalità sempre e almeno a un libro. Non ne ricordo uno senza.
E questo perché sono un militare e ho girato due, tre, quattro, cinque (?) caserme e tre (?) case. Ah, e per non dimenticare quella settimana di isolamento in un campo militare, dentro a un freddo container, nei boschi toscani. Per fortuna pare che adesso io abbia trovato una stabilità, una casa che si spera possa darmi accoglienza per molti e molti anni. E proprio il non crederci ancora – questa stabilità così strana – ha fatto in modo che io non abbia ancora un comodino definitivo. A questo giro deve essere perfetto!
Ho parlato di comodini inesistenti perché alcune brande dove ho dormito non avevano alcun mobilio posto di fianco, e talvolta se c’era doveva essere pulito e sgombero da qualsiasi suppellettile (Signor sì signore!). E io, come direbbe Penelope: “di notte a lume di torce”, prendevo il libro-reliquia all’interno del bàule (e non baùle, non chiedetemi perché!) e lo riponevo al mio fianco o sotto al cuscino. Non dormo mica sereno se non ne ho uno vicino.
Ho però un paio di libri con i quali vivo o ho vissuto in simbiosi, come un paguro e il suo anemone. Ho letto ben otto volte Harry Potter e l’Ordine della Fenice (Salani). Mi ha seguito in tanti posti e mostra i segni di vita che lui ha dato a me e io a lui. Perché è così importante per me quel libro? E’ questo quello che mi stai chiedendo? Quelle oltre 800 pagine sono in grado di cancellare l’intero Mondo, non esisto più, non sento più nulla, nessuna sofferenza, nessun pensiero. Nulla. Elimina tutto per donarmi un altro Mondo. Questo strano fenomeno ha fatto in modo che io trovassi sollievo durante un lunghissimo periodo tortuoso e molto buio. Il libro terminava e se la vita tornava a bussare furiosa, allora lo ricominciavo. Può sembrare che io peccassi di poco coraggio o di poca forza, ma da ragazzini è difficile capire quello che ti sta accadendo, è difficile razionalizzare e dare un nome ai tuoi tormenti.
Poi c’è Thoreau con il suo Walden (Bompiani) con quel magnifico luogo dell’anima. E sono felice di averlo letto a trent’anni, perché era a trent’anni che mi serviva. E’ stato lui a scegliere me. Thoreau in persona ha fatto capolino alla mia finestra per dirmi “Ehi senti, non vorrei essere presuntuoso, ma ho scritto una cosa adatta a te”. E tutte quelle sovrastrutture che avevo creato, quelle tante persone di cui mi ero circondato, tutto il superfluo si sono volatilizzati. Thoreau mi ha spogliato di tutto, del superfluo. Mi ha fatto riscoprire la semplicità e l’elementarità e mi ha insegnato come prendermi cura di loro.
Se Harry Potter era stato un cerotto fondamentale, Walden ha cicatrizzato la ferita sottostante.
Marina, non voglio dilungarmi troppo, e i segreti non debbono mai essere svelati tutti in una volta. Ma sappi che sul mio comodino, c’è sempre un libro, i due sopra li ho cuciti anche sul cuore. E al momento che sto terminando queste parole ho anche I baffi di Carrére(Adelphi), che ha da poco supplito al precedente libro meraviglioso, Prima di noi di Giorgio Fontana (Sellerio).

Grazie per avermi accolto a casa tua, mi inchino ringraziandoti e silenzioso vado via.

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