Follow:
Diario di bordo

Diario di bordo – Il battesimo della montagna

Diario di bordo - Il battesimo della montagna - interno storie

Se dici verde devi sgombrare la mente dall’immaginario precostituito o poco esperto, alimentato da cartoline di scarsa qualità o sbiadite versioni altrui. Se dico verde gli occhi si riempiono dei boschi dell’Alto Adige: un fazzoletto impenetrabile di vegetazione, luce e ombre, ricami, che riduce – fino a dimenticare – la distanza dalla dizione e grammatica tedesca.

Ho iniziato a sgambettare sugli Appennini, ma le Alpi sono un’altra cosa per imponenza, eternità e forse fatica. Poi la montagna si trascina dietro tutto il corredo metaforico dell’esistere umano, forse più del mare. Questo è il mio battesimo della montagna.

Paolo Morelli, nel suo Vademecum per perdersi in montagna, dice di tenersi alla larga dell’entusiasmo altrui soprattutto dei novizi e giovani, presente nei caratteri fanatici e dispersi; porta guai: è più pericoloso di una valanga. Invita a starsene alla larga, «appena sentite rimescolare dell’entusiasmo intorno a voi. Se vi rimescola dentro, allora state al rifugio».
Dice anche che mogli e compagne distraggono il cammino per litigi e scarsa attitudine, come al solito gli uomini sono governati da smaccato cinismo e pregiudizio. Ma il mio entusiasmo non ha creato situazioni rischiose: a voi le conclusioni.


Siamo partiti in venti circa, un gruppo eterogeneo – dai più esperti ai novelli -, nella zona di Vipiteno per un trekking di due giorni che ci avrebbe portato a 2700 metri, ma le condizioni meteo non hanno giocato a nostro favore: precipitazioni e temperature piuttosto basse per il periodo, cioè l’1 settembre. L’autunno è arrivato con largo anticipo senza lesinare di regali non graditi. Nonostante la pioggia e il freddo abbiano messo a dura prova l’umore tutti, stoicamente ho accettato il pacchetto completo. Così l’escursione si è ridotta alla sola giornata di sabato a causa delle scoraggianti previsioni climatiche.
Sentiero numero 28. Un’ora e cinquanta di percorrenza per la malga Moarerbergalm, altitudine 2100 metri. In mezzo c’è una storia quasi nascosta nelle miniere di Schneeberg e nella roccia minerale, cangiante, un monumento visibile a chi prende le vie montane.
Dal fondovalle Ridanna, più precisamente Maier (Masseria) nella zona museale, si prosegue per i sentieri invernali, come recitano le indicazioni stradali. Per più pigri un autobus raggiunge la tappa prefissata. Ma quanta natura si perde. Anche con la pioggia torrenziale, che ci ha accompagnati fino alla soglia della malga, lasciando poi il testimone al nevischio.

Diario di bordo - Il battesimo della montagna - interno storie
Sui e tra i pendii si elevano gli abeti, scorrono i fiumi, si inerpicano greggi e mandrie al pascolo. È complicato mettere a fuoco ciò che si ha davanti, rimarrà sempre un tentativo poco nitido, approssimativo.
Un paesaggio mutevole mentre si prende quota, reso evidente anche in presenza di scarsa luminosità: la vegetazione si dirada fino a lasciare posto ai prati d’alpeggio; più in là le vette ghiacciate hanno profili netti.

Diario di bordo - Il battesimo della montagna - interno storie

La Malga Moarerbergalm, per quanto mi riguarda, è come un’oasi nel deserto. All’improvviso mi scopro credente: l’apparizione della madonna. È lì, mi dicono, mi pare persino di afferrarla, ma invece si allontana sempre più, un percorso ben più lungo che alla vista, offuscata dalla pioggia, dalla stanchezza, viene precluso.
Chi è già dentro da un quarto d’ora – insomma, ci vuole tempo per liberarsi dall’abbigliamento fradicio – si è scaldato con un tè fumante e sembra magicamente riposato. Nessuno rifiuta il conforto di un piatto di canederli in brodo. Lode e gloria, poi, al più buono strudel che abbia mai mangiato, da farmi ribattezzare questo alpeggio la malga dello strudel.
Se dovessi ricordare un momento sarebbe questo, di convivialità. Intorno a quel tavolo ci sono tante cose: la tensione per il cambio di programma e il freddo accotonati definitivamente. Sono gli uomini che fanno i luoghi, dice Joseph Joubert.

Diario di bordo - Il battesimo della montagna - interno storie

Diario di bordo - Il battesimo della montagna - interno storie

Qualche temerario ha poi proseguito per il laghi dell’Erpice in una suggestiva dimensione pre-invernale. Mentre i più hanno trovato difficoltoso lasciare quel cantuccio accogliente e lanciarsi nel freddo lungo la mulattiera parallela al sentiero 28, per riagguantare poi la prima parte del percorso. La pioggia ha dato una tregua, come a farsi beffa, ma almeno il ritorno è stato decisamente più agevole, tanto da tergiversare tra i lamponi troppo maturi, le diffidenti pecore e i curiosi caproni.

Domenica mattina i boschi più vicini alle vette sono spolverati di bianco.

Salva

Salva

Commenti da Facebook

Share:
Previous Post Next Post

Potrebbe interessarti anche...

Nessun Commento

Lascia un commento