Follow:
Diario di bordo

Diario di bordo – Sintra, l’Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo - Torre di Belem - interno storie

Dove eravamo rimasti dopo Porto e Coimbra?
L’aria è fresca nel mattino di Lisbona, il cielo un po’ appannato. Dalla stazione di Rossio c’è un treno che parte in direzione di Sintra, una tappa intermedia di questo soggiorno. Preferisco esordire così per poi dedicarmi alla città di Pessoa e Saramago successivamente.
Dicevo, alle 8 e mezzo davanti al Palácio Nacional, riconoscibile dalle sue cupole a pennacchio bianche, residenza di João I, sorto su fondamenta arabe tanto che gli azulejos interni le richiamano nonostante l’imperante stile manuelino. La Sala das Pegas (delle gazze ladre) cita una storia alquanto curiosa. Gli uccelli ritratti sul soffitto recano l’espressione “por bem” (a fine di bene): pare che Filippa di Lancaster, consorte di João I, lo avesse sorpreso a baciare una dama di compagnia, il quale avesse sostenuto che fossero baci innocenti. Le gazze rappresentano proprio le donne di corte e i pettegolezzi.
Sintra è patrimonio dell’Unesco dal 1995, un parco rigoglioso in vegetazione ed edifici storici, in cui è possibile percorrerlo a piedi (in alcuni casi sono necessari i mezzi). Aprono una parentesi: spostatevi in bus o in auto se non avete tempo, volontà o altro perché le vie strette e tortuose provocano code.

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo - Palacio Nacional - interno storie

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo - Palacio da Pena - interno storie
Ho raggiunto il Castelo dos Mouros inerpicandomi per circa mezz’ora all’interno dei giardini che lasciano il posto alla boscaglia. Le mura, perché di questo si tratta, sono ben conservate anche per la buona manutenzione; sono un perimetro di bastioni e sali-e-scendi che danno sul parco. È del XII secolo, un insediamento arabo strappato ai mori nel 1147. Da qui la vista è magnifica (non dimenticate una giacca a vento): non solo sono visibili Palácio Nacional e il parco circostante, ma il ben noto e attraente Palácio da Pena l’ho intravisto da qui. Il giallo e il rosso svettano sul verde e sulle alture.
I motivi di non vistarlo sono due: le opinioni ricorrenti che denotano l’esagerazione architettonica e non voler perdere l’oceano Atlantico. Questione di tempo. Questione di sconforto.
Non so descrivere l’oceano se non con un termine: maestoso. E qui mi fermo perché alcune sensazioni sono intime e inspiegabili. Ci sono la forza del blu, delle correnti e onde che hanno navigato la Storia. Luís Camões scrive nel canto VIII dei Lusiadi: «Qui… dove la terra finisce e il mare comincia». Accanto c’è un faro, abitato fino al 1970. Cabo Da Roca è il punto più occidentale dell’Europa: 38° 47′ di latitudine nord e 9° 30′ di longitudine ovest.

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo - Oceano Atlantico - interno storie
L’arrivo da Coimbra a Lisbona è al calar della sera. Una luce tiepida si spegne sulla città e al mattino si sveglia raggiante di azulejos e limpidezza.
Non starò a elencarvi tutte le tappe, sostanzialmente ho seguito ciò che mi ha consigliato la guida, orientandomi secondo le zone – Baixa e Chiado, Bairro alto, Alfama e Belém. Vi indico qualche chicca seguendo questo ordine.

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo - Camoes - interno storie
Alla Baixa si può fare un salto a Casa do Alentejo che nel tempo ha avuto varie destinazioni d’uso – liceo, casinò, infine donato alla comunità alentejana –, attualmente è un ristorante ed è possibile visitare uno dei tre patii in stile moresco con una piccola fontana al centro.
Anche il Mercado da Ribeira vale una piccola sosta. È il più grande della città, la vendita di ortaggi si protrae fino alle 14, mentre la parte riservata allo street food fino alla mezzanotte, giovedì e sabato fino alle 2 del mattino. A questo si aggiungono quello minuscolo di Figueria e il vicino Baixa.
Lasciando il mercato, seguendo il fiume si arriva a Praça do Comércio con un Dom José a cavallo, un monarca nonostante il luogo celebri la repubblica. È quasi come Piazza Unità d’Italia di Trieste. Qui gli spazi si espandono.
Davanti il Tago illude, sembra mare. Confondono la sabbia, l’odore salmastro, la spensieratezza del tardo pomeriggio, i blu profondi. Salendo le scale dell’arco da Rua Augusta mi appare una città luminosa e quasi marina. È la Lisbona che mi ha colpita di più.

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo - Praca do comercio - interno storie

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo - Arco da Rua Agusta - interno storie
Lasciando la piazza si incontra Casa dos Biscos, che oggi ospita la fondazione José Sarmago e la sua biblioteca.
Il Bairro alto è vivace intorno a Praça de Luís Camões, costeggiata dagli storici tram e dalla Igreja de Nossa Senhora da Loreto, detta anche degli italiani per la sfilza di santi nostrani. E poco più in là attende in posa Pessoa, proprio davanti A Brasileira, il conosciuto caffè degli intellettuali portoghesi.
Museu Arqueológico do Carmo, con le arcate gotiche di una navata a cielo aperto, si affaccia sulla piccola piazza che al tramonto si anima di piacevoli concerti improvvisati.
Alfama è un dedalo di stradine, colori e voci. È un lato inedito, più popolare, ma non per questo meno affascinante. Feira da ladra, il mercatino delle pulci che due giorni a settimana, martedì e sabato, funge da polo di attrazione per i tanti che vogliono allontanarsi dalle vie più battute.

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo - Alfama - interno storie

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo - Feira da ladra - interno storie

Peccato per la Sé (cattedrale) che appare dimenticata, poco curata nonostante la sua imponenza. La medesima che caratterizza il Castelo de São Jorge, il cui il belvedere sul fiume catalizza l’attenzione rispetto allo stesso castello arabo e al piccolo museo dedicato ad alcuni reperti moreschi ed azulejos. Un consiglio: visitatelo al mattino presto, regola che vale per ogni monumento.
Parliamo di miradouri. Lisbona è una mappa fitta di angoli panoramici: Santa Caterina è in fase di ristrutturazione, non è possibile accedere totalmente e, a mio avviso non è niente di che; Santa Luzia, nell’Alfama, è particolare, il più bello per la sua terrazza di bouganville e azulejos bianchi e blu; São Pedro la sera offre uno spettacolo di luci.
Verso Ovest svetta la torre di Belém da cui ammirare il Tago e il ponte 25 de Abril, ricca di simboli marinari risalenti all’epoca d’oro della navigazione portoghese, insieme al Padrão dos Descobrimentos (Monumento alle scoperte), costruito durante il regime di Salazar per omaggiare il cinquecentenario della morte di Enrico il Navigatore.
Mosteiro dos Jerónimos in stile manuelino la cui cappella custodisce le tombe di Vasca da Gama e Luís Camões è uno scrigno di magnificenza da non perdere.

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo -Lx factory - interno storie
Alcântara è un groviglio di gru, viadotti, ferro: Lx factory, ex zona industriale dedicata ai tessuti, oggi si ripresenta riqualificata di negozi, bar, ristoranti che non ne hanno modificato la sua natura originaria. Qui si entra nella libreria Ler Devagar. Ne parlerò più avanti.
Antico e moderno: il Museu nacional de arte antigua e il Museu de Arte, Arquitetura e Tecnologia (MAAT) con le sue forme sinuose, che si trovano rispettivamente nella zona di Alcântara e Belém, ospitano collezioni di pittura dei secoli XV-XVI più un nutrito gruppo di artisti europei e mostre contemporanee. Per gli affamati d’arte.

Lisbona e tutto il Portogallo hanno concesso giorni di sole, nemmeno una sbavatura, un cuore generoso che avrei voluto saper cogliere meglio, con più trasporto. Questo viaggio è servito a misurarmi con luoghi e pensieri lontani dalle mie rotte, a scombussolare il mio ordine. Ho ritrovato le atmosfere di certe città del sud Italia e la sregolatezza di un paese che si sta rimettendo in carreggiata, con la speranza che non si snaturi troppo a favore di un turismo selvaggio.
Il tempo di prendere confidenza con la grammatica portoghese che è già ora di far ritorno.

Diario di bordo - Sintra, l'Atlantico e Lisbona tra antico e contemporaneo - Miradouro Santa Luzia - interno storie

N:B.: mi sono spostata esclusivamente in treno (i locali acquistabili solo in stazione) e zaino in spalla.

Informazioni utili Sintra
Parco di Sintra o valutate la Green Card Sintra acquistabile in stazione (treno+bus+alcuni siti storici)
Bus Scotturb n.403  per Cabo da Roca direzione Cascais, fermata adiacente alla stazione

Informazioni utili Lisbona
Ufficio turismo
Se avete in mente di vedere molti siti d’interesse culturale e spostarvi molto con i mezzi pensate alla Lisboa Card
Dove mangiare:
Per il bacalhau Quermesse
Sal grosso (doverosa prenotazione ha pochi coperti)
Per il pao de deus Pasteleria Santo António
Per le pasteis de nata Pastéis de Belém
Per il dopo cena Pavilhão Chinês  (bisogna citofonare)
Per shooping e ristoranti Lisboa cool

Bibliografia:
Portogallo di AA.VV., Feltrinelli – Rough Guides, 2014
Viaggio in Portogallo di José Saramago, Einaudi, 2005 (fuori catalogo)
Lisbona di «Internazionale», luglio 2019
Portogallo – «The passenger magazine» di AA.VV., Iperborea, 2019

Commenti da Facebook

Share:
Previous Post Next Post

Potrebbe interessarti anche...

Nessun Commento

Lascia un commento