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Fuori dai libri

Cronache dal Book Pride in 10 punti

Sabato sono stata al Book pride di Milano (27-29 marzo), la prima fiera dell’editoria naturalmente indipendente, presso i Frigoriferi milanesi, un evento
di incontri, discussioni e libri. La struttura mi ha illusa molto perché pensavo che sarebbe stata distribuita su più piani ma non per questo non è stata una bella occasione per allargare gli orizzonti verso nuove realtà librarie. Alla fine, il libro doveva essere il protagonista e così è stato.

Non intendo tediarvi con è una cronaca prolissa, non voglio darvi il colpo di grazia il lunedì mattina. Condivido la mia esperienza in una snella lista di 10 punti (ho preso spunto da Scartchbook, non me ne voglia) e che suona come “10 motivi per andare al Book pride anche se bello che è finito”. Diciamo che è un invito per il successivo. Quindi, tiro le somme:

1. ingresso gratuito;
2. sono stati 89 editori (giocatevi il numero) indipendenti, tra quelli conosciuti e quelli tutti da scoprire;
3. l’editoria indipendente è una forza, percorsi, sperimentazioni differenti. Dicesi bibliodiversità, che poi è stato il tema di questa fiera. Non certo fuffa;
4. è più intimo del Salone del libro di Torino: gli addetti ai lavori vi consigliano, scambiano volentieri impressioni. I più “agguerriti”? Quelli di Minimum fax;
5. ho portato a casa un bel bottino di nuovi titoli, per non parlare dei mille segnalibri. Molti si sono accaparrati spille e borse di tela;
6. ho ascoltato le conversazioni più improbabili agli stand facendo finta di essere interessata al libro che avevo in mano;
7. ho trascinato dietro il mio fidanzato rivelandosi più interessato di me;
8. andare a Milano significa visitare le belle librerie cittadine: con la metropolitana si fa presto a spostarsi;

9. l’entusiasmo di Sara di Lindau (vi consiglio Wendell Berry) è stato contagiosissimo: l’accoglienza e il riconoscimento per la lettura e il lavoro di scrittura che ruota intorno ai libri riservati a me e agli altri blogger (vedi punto 10) sono stati un bellissimo premio;

10. ho fatto nuove conoscenze, ho incontrato alcuni bookblogger con i quali sono in contatto virtualmente e ho dato finalmente un volto. Eccoli, per non fare torto a nessuno, in rigoroso ordine alfabetico:
Il club dei libri (auguri ancora Francesca)
Il meleto
Librofilia
Scratchbook.

Al prossimo Book pride o un’altra fiera dei libri.

 

15 risposte su “Cronache dal Book Pride in 10 punti”

Purtroppo ho avuto un impegno all'ultimo, a cui non potevo proprio sottrarmi… Hai presente quelli che hanno mille impegni ma riescono sempre a far tutto? Io sono l'esatto opposto, non ho mai niente da fare e le poche volte che si presenta qualche occasione si accavalla con altre 🙁
Sicuramente ci sarà un'altra opportunità per incontrarci, non abitiamo nemmeno lontane!
Bel resoconto, ho intravisto nella foto il libro su Kafka e "Autunno tedesco" di Dagerman della Lindau, alcuni dei titoli cui ambivo 🙂

🙁 🙁 🙁 perché non ci siamo incontrate? Tra l'altro allo stand di Lindau ho esclamato ad alta voce: "Ah! Questo libro è stato recensito da una blogger ganzissima!" ma il mio budget era ormai esaurito. …Quanto invidio la tua brevità e la tua efficacia, Marina :D! Un abbraccio 🙂

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