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Fuori dai libri

Il tè di Natale

«E poi, al tè, gli Zii si erano ripresi, erano tutti allegri; e la torta glossata incombeva al centro della tavola come una tomba di marmo. Zia Hannah correggeva il suo tè col rum, perché tanto lo faceva una volta all’anno».

Scriveva così Dylan Thomas in Il mio Natale in Galles (Emme), ricordando la sua infanzia felice e il buffo rituale del tè della Zia Hannah, è per me il pretesto di un insolito articolo. Sul blog non mai affrontato l’argomento tea-time, non ce ne mai stata occasione. Rileggendo questo passo, ho pensato che era giunta l’ora di farlo anche se non è direttamente collegata alla letteratura.
Il connubio te e libri è per me indissolubile, un rapporto sempre florido. Ogni tanto spunta in qualche mia fotografia una tazza di tè: lo bevo regolarmente anche se non ho mai parlato. Per lo più accompagna le mie letture, mi aiuta ad iniziare la giornata.
Nei libri che ho letto non ho trovato traccia di quanto vi starò per proporre oggi, solo che il Natale mi fa pensare al Nord Europa, alla neve, alla luce, ai biscotti allo zenzero, al solstizio di inverno. E ultimamente sto leggendo molti libri “boreali”. E presa come sono dall’atmosfera natalizia, quest’anno ho inagurato il mio personalissimo calendario dell’Avvento, #xmaslittlemissbook, su Instagram.
Alcuni anni fa ho letto della tradizione di preparare il tè per Natale nelle estreme regioni nordiche, cioè mescolare profumi e confezionarsi il proprio tè personalizzato. Tuttavia, non sono riuscita a scovare notizie storiche o riferimenti precisi che provassero ciò, però ricette o miscele sì. E anche tante. Ne condivido due con voi, in modo che possiate preparale per tempo. E siamo ancora in tempo. Sarò lieta che anche voi possiate “regalare” il vostro tè, se avete una miscela a cui tenete e che preparate proprio per il periodo in corso.
Per entrambe le ricette, una volta che si sono miscelati gli ingredienti, è necessario lasciare riposare per circa 15 giorni prima di poter degustare o regalare il tè. Per più pigri, trascorse le due settimane, si può inserire il tè in bustine apposite che vendono le drogherie o di garza che potete fare in casa.
In ogni caso sono tè si conserva intatto anche nei mesi successivi.
Non è Natale senza il pizzicore della cannella e dei chiodi di garofano: dolcetti, essenze, vino caldo e poi, ovviamente il tè. La mia versione di tè di Natale prevede le spezie che ho cominciato ad amarle con il tempo, prima della cannella & Co. non volevo sentirne parlare, ora le adoro. Con parsimonia, però.
  • tè nero, io preferisco quello indiano di Ceylon, lo trovo più morbido di gusto;
  • spezie varie e di vostro gradimento: anice stellato, cardamomo, cannella (anche in polvere), chiodi di garofano. Per chi volesse un sapore più piccante zenzero candito;
  • qualche gheriglio di noce (facoltativo) per una nota più inusuale.
Vi consiglio di non eccedere con le spezie altrimenti copriranno il sapore del tè. Chiudere gli ingredienti in una scatola di latta e conservare fino a Natale.
La seconda ricetta, invece, mi è stata gentilmente consigliata da Una stanza tutta per te, un blog dedicato a questa bevanda. Il suo abbinamento è decisamente più goloso:
  • tè nero come sopra o altro, eviterei solo i tè da colazione, piuttosto corposi;
  • scorze d’arancia essiccate;
  • un biscotto sbriciolato (per chi volesse essere in pieno spirito natalizio, si possono usare i pepernoten, biscotti di Natale tipici olandesi che vengono preparati per il 5 dicembre);
  • un baccello di vaniglia aperto.
Chiudere gli ingredienti in una scatola di latta e conservare fino a Natale. Al momento della preparazione, togliere solo il baccello di vaniglia.
Buoni pomeriggi di tè

 

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