Categorie
Fuori dai libri Recensioni

Playlist di dicembre, oggetti ritrovati

Oggetti smarriti.

I caffè al bar, le presunte amicizie, i viaggi, le biblioteche, l’arte, il lavoro, lo sport, il senso civico.

Non ha alcun senso riassumere un anno incredibile, impensabile per noi che abbiamo sempre risposte pronte. Mi chiedo, se escluse certe situazioni pratiche e emotive, cosa sia la normalità, il rincorrere i traguardi, sprecare il tempo, fare le code per sentito dire, allestire fiere della vanità per apparire migliori degli altri. Cose – per me questo sono – inutili, marci da consumo, che persisteranno negli animi degli insicuri.

I miei oggetti ritrovati.

La casa, il cinismo (che in alcune situazioni è una qualità), i colori, le luci e il buio, trovare la ricetta perfetta dei biscotti, la corsa, le parole sincere, i legami che non si snaturano nonostante la quotidianità, i piccoli pranzi delle feste.

Buon 2021

I libri

Sono stata 12 anni fa a Parigi, il mio primo viaggio all’estero fortemente desiderato. Avevo risparmiato mesi e mesi per portare a casa un ricordo che si compone soprattutto di Place des Vosges e Jardin du Luxembourg.

È inevitabile guardare una città o un luogo con gli occhi del turista, per quanto ci si possa documentare e evitare le immagini abusate. Sono con approfondita frequentazione si può apprezzare o criticare ogni sfaccettatura.

«The Passenger» confeziona un numero dedicato a Parigi, un ritratto lontanissimo dall’iconografia classica e stereotipata. È una capitale, tra le più antiche d’Europa, che si trascina, convive, con tutte le questioni che riguardano una città, ancor di più come sede del governo politico e amministrativo.

La ville lumière si accende di nuove rivoluzioni che scendono in strada e raggiungono gli Champs -Élysées, da sempre il luogo inviolabile del lusso e del potere politico. I gilet gialli, il terrorismo, l’antisemitismo, le generazioni di immigrati in particolare asiatiche spesso non considerate, tutto a Parigi.

Viene smontato il mito creato ad hoc e inesistente della parigina, dall’aria leggera, vestita alla marinière e rossetto rosso, che devono fare i conti con i quartieri multiculturali al di fuori dal centro, soprattutto con le donne che non possono e voglio uniformarsi ai dettami modaioli.

Tommaso Melilli scrive un articolo dal taglio esperienziale, sulla bistronomie, popolare e meno tirata rispetto alla cucina di maniera, che si radica nei vecchi bistrot e si nutre di ingredienti stagionali.

Prendo in prestito una sua osservazione per allargarla all’intera visione della città: «inconsciamente ciascuno legge i simboli che gli piacciono, quelli di quest’anno e quelli dell’anno scorso che forse non vanno già più tanto bene». Ecco come cambia Parigi.

Che le Leggende groenlandesi siano un’eccezione all’interno della nota collana di Iperborea è chiaro fin dal titolo: leggende e non fiabe, senza la presenza di corti e maghi. Bruno Berni, che ha curato l’edizione, ce lo ribadisce nella postfazione.

La Groenlandia è l’isola più grande del mondo, lontanissima dalla Scandinavia, molto più vicina alla cultura canadese.

Le prime trascrizioni del patrimonio culturale sono filtrate attraverso il danese, soprattutto grazie a quel Knud Rasmussen, noto esploratore dei ghiacciai, che nel DNA aveva sangue inuit. E per tali motivi, che non sono state influenzate dai racconti occidentali (pochissime sono delle varianti di un nucleo principale), mantenendo intatta loro integrità, nonostante in alcune appaiono i contatti con l’uomo bianco.

Su tutto primeggia una natura ostile e matrigna, che ha il sopravvento sulla vita e sulle necessità quotidiane.

La terra fa da spartiacque tra cielo e mare, i due regni dei morti, dove a volte si recano gli eletti, gli sciamani, per chiedere clemenza contro l’accanimento degli Spiriti superiori per gli errati comportamenti umani. Dunque, la sopravvivenza è il leitmotiv della narrazione inuit, anche perché cosa ci sarebbe da rivendicare su un’enorme distesa di ghiaccio?

Non mancano le faide tra insediamenti, persino le vendette familiari. Ma comunque resta fervido il corredo magico di sciamani e spiriti ausiliari, incarnazioni, animali umanizzati come nel caso della volpe – presente in molte culture – che vive con gli uomini o le balene che stabiliscono crudeli patti.

Le storie che appartengono un’epoca antichissima si posizionano in un perenne presente, tanto che leggiamo degli estinti narvali.

Le illustrazioni di Federica Bordoni rendono l’edizione più bella della collana.

Negli ultimi giorni di dicembre mi sono concessa un lungo racconto per ragazzi, l’ho iniziato poco prima di Natale, La ragazza degli orsi di Sophie Anderson (Rizzoli).

Yanka, la giovane protagonista, vive in lontano villaggio siberiano, ha qualcosa di diverso rispetto ai suoi coetanei: cuore libero.

La foresta è un forte richiamo, l’essenza selvatica di un passato da rintracciare. Ecco perché quando dopo la festa dell’inverno la coglie un’importante novità, non può più attendere di scoprire le sue origini.

È possibile seguire le sue peripezie attraverso la mappa che Kathrin Honesta ha illustrato all’inizio del libro, come le numerose tavole. Ogni prova che dovrà superare è un’avventura che già ha ascoltato nelle fiabe di Anatoly, ogni volta che è ritornato al villaggio: quante verità contengono? Perché la Montagna Azzurra nasconde un legame parentale? È possibile sciogliere la maledizione che la tiene costretta a doppio filo alla vita umana e silvestre?

È un racconto che si inabissa nel grande freddo russo, negli spazi sconfinati e incantati del folclore, si fa balsamico, feroce, coraggioso. Yanka sa bene che solo i ricordi la rendono ciò che è: ha bisogno di una storia, non di una medicina.

Le curiosità

Viaggio in Italia con Gianni Rodari

Visitare i Musei Vaticani

Votare la copertina di una rivista più significativa dell’anno

Eco-logica

A fine anno si fanno i bilanci. Comuni Virtuosi è un sito, ma soprattutto un’associazione,che raccoglie iniziative, campagne di enti locali a favore della sostenibilità ambientale e alla partecipazione attiva dei cittadini. Da consultare frequentemente.

Il film

I villeggianti di Valeria Bruni Tedeschi (2019)

La canzone

Spár eða spakmál dei Sigur Rós (2020)