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Fuori dai libri, Recensioni

Playlist di settembre, routine

Playlist di settembre, routine - interno storie

Mentre scrivo il cielo è limpido, un azzurro sfolgorante, pieno di cinguettii. L’autunno è arrivato da una settimana ed è già tempo di ripartire, andare in letargo. Spero che prima che le temperature calino questa stagione mi possa regalare qualche camminata in montagna, in mezzo ai boschi per meravigliarmi delle metamorfosi della natura.
Nel frattempo la routine ha ripreso il suo corso, ho scritto di Lisbona e Porto, mi sto attrezzando con tè fumanti e belle letture.
È l’ultimo giorno di settembre.

 

I libri
Manca all’appello Archivio dei bambini perduti di Valeria Luiselli ma perché vorrei dedicare lo spazio che si merita alla luce del tema trattato: la frontiera americana e i bambini ispanici.

Shakespeare. Atto II, scena II. Giulietta congedandosi da Romeo: «Buona notte, buona notte: separarci è un dolore così dolce». È una battuta dell’opera più nota del drammaturgo inglese, per lo spettacolo che Charlie e la Cooperativa del Bardo stanno allestendo e che costituisce il titolo del nuovo libro di David Nicholls.
A distanza di 15 anni Charlie ripercorre l’estate del 1997, l’incontro con Fren che si tradurrà nel racconto del primo amore. Nicholls traccia le tappe, la mappatura dei sentimenti mentre il protagonista rivivere i travagli di una situazione familiare non serena, che lo faranno maturare in fretta e mettersi anche nei guai. Proprio questo aspetto, a mio avviso è ben riuscito, rispetto alla storia d’amore che risulta prevedibile. O forse è l’intento dell’autore: cristallizzare a distanza di anni quel ricordo che accomuna buona parte dei lettori come un corollario di sensazioni irripetibili.

 

Ho ripreso un graphic novel dopo molti mesi e tornare da BeccoGiallo per me è una garanzia. La rivoluzione dei gelsomini racconta buona parte della Storia tunisina, dall’instaurazione della dittatura fino alla primavera araba, quando a gennaio del 2010 un giovane ambulante viene malmenato e ridotto alla morte dalla polizia perché non ha denaro per corrompere le autorità e proseguire il suo lavoro in santa pace. Quella tragedia (documentata anche in Tahrir di Imma Vitelli) ha scosso così tanto le coscienze da spingere la popolazione alla ribellione contro uno stato despota.
Takoua Ben Mohamed affronta la questione per grandi temi, quali mass media, i movimenti femminili, implicati effettivamente nella repressione ma vi costruisce all’interno la sua storia personale e familiare. E lo fa con leggerezza, consapevole che il dramma non potrà che rimanere visibile.
«Siamo granelli di sabbia in un vasto deserto. Andiamo dove ci porta il vento. A volte spicchiamo il volo, altre veniamo seppelliti in dune sconfinate.»

 

Mi chiedo come un libro simile sia fuori catalogo: Una volta in Europa di John Berger è una miniera letteraria.
«Ci può essere amore senza pietà?» Boris, Felix, Danielle, Odile, Bruno e Marietta narrano la loro solitudine e le relazioni sociali, come il progresso e i cambiamenti economici le abbiano messe a dura prova.
«Felix suonava, con gli occhi fissi alla finestrella, accanto alla porta. Le stelle non sembravano più l’annuncio di un sonno a venire, ma chiodi piantati nel cielo.»
I racconti, per lo più ambientati sulle alpi francese tranne l’ultimo che vede Venezia protagonista, trovano corpo nella vita montana, si esprimono in una scrittura essenziale e ricca al tempo stesso.
Riemergere dopo la lettura di questo libro è un regalo poetico: fatevelo.

 

«E il mio viaggio di esplorazione nella terra dei funghi è diventato anche un cammino nei passaggi dell’animo, via interna.»
Quando Long Litt Woon, che vive in Norvegia da molti anni, inizia il suo corso di micologia ha da poco perso il marito Eilof. Improvvisamente. Deve riaggiustare la sua quotidianità, la solitudine. Lo studio dei funghi, la concentrazione e la severità della disciplina le conferiranno lo status di inguaribile fungomane. È un conforto apparentemente inspiegabile, ma sancirà una comunione di corrispondenze con il prima.
Esiste una linea di demarcazione tra il passato e il presente che è dettato persino dall’uso cromatico del verde e del nero.
La via del bosco è il racconto di un processo lento di apprendistato, in cui i sensi hanno un ruolo importante, a una disciplina che non ammette errore, e al tempo stesso una rieducazione personale che li ammette per raggiungere l’equilibrio. Smarrirsi e ritrovare il sentiero, percepirsi con la natura.
A metà strada tra un manuale – con relativo percorso di acquisizione della materia e parentesi culinaria-, e autofiction sull’elaborazione del lutto, La via del bosco è curioso, una sorpresa narrativa e grafica.

 

Un dolore così dolce di David Nicholls, Neri Pozza, 2019
La rivoluzione dei gelsomini di Takoua Ben Mohamed, BeccoGiallo, 2019
Una volta in Europa di John Berger, Bollati Boringhieri, 2003 (fuori catalogo)
La via del bosco di Long Litt Woon, Iperborea, 2019

 

La curiosità
Quadernetto è un profilo Instagram dedicato ai quaderni scolastici. Si spazia dai primi del ‘900 fino ai più recenti anni ’80: un archivio che guarda alla grafica e all’estetica. Mentre Exercive Book, nato dall’associazione di Quaderni aperti, invece punta ai contenuti. È in atto un grande progetto di digitalizzazione dei quaderni provenienti da tutto il mondo.

 

L’evento
InQuiete Festival, 11-13 ottobre Roma
Una rassegna di incontri dedicate alle autrici e la presenza di grandi attrici. E in più laboratori, mostre e una parentesi rivolta ai più piccoli, con un gioco di ruoli tra la libreria delle donne Tuba e le biblioteche di Roma zona Pigneto.

 

La serie
The Politician diRyan Murphy (2019) nell’attesa di vedere Martin Eden di Pietro Marcello

 

La canzone
Al di là dell’amore di Brunori Sas (2019)

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