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Bologna Children’s Book Fair 2017

Bologna Children's Book Fair 2017 - interno storie

È sbalorditiva la confusione che serpeggia già in stazione: c’è coda per i biglietti del bus, per prendere il taxi. C’è coda. E i lineamenti di chi aspetta con pazienza testimoniano le tante provenienze: l’aria internazionale, l’aspetto senz’altro positivo della Bologna Children’s Book Fair, si palesa fin dalle questioni più pratiche.
Moltissimi i ragazzi si apprestano a raggiungerla, d’altronde la fiera è dedicata a loro.

Bologna Children's Book Fair 2017 - interno storie

Bologna Children's Book Fair 2017 - interno storie

Ritorno a Bologna, per questa fiera, dopo circa due anni, mi sono organizzata pochissimo anche perché la calca è un deterrente che ti fa sfumare qualsiasi progetto. In agenda solo l’incontro di Editoriale scienza, La scienza è un gioco da ragazze, un dibattito sulle idee, sugli stereotipi che serpeggiano tra i genitori e che inevitabilmente sono assorbiti dai più piccoli e su quanto qualche mese fa è avvenuto alla libreria Controvento (lo accenno all’inizio del articolo). Tutte le parti in causa – insegnanti, educatori, bibliotecari, famiglia, librai – devono proporre di modelli femminili esemplari in qualsiasi campo, scientifico o letterario, così come libri divulgativi alle ragazze e “sentimentali” ai ragazzi. Senza differenze.

Bologna Children's Book Fair 2017 - interno storie(5)

La mia attenzione è si è riversata sulle illustrazioni, per lo più esposte nello spazio dedicato a chi è capace di tenere in mano matita e pennello, a inventare storie con pochi tocchi di colore. All’entrata della fiera si concentra il talento di bravissimi artisti internazionali. C’è anche il sempre magnifico Andrea Antinori.
Poi intorno “il muro del pianto” o della speranza – come lo chiamo io – di quanti si auspicano di essere notati. Incrocio le dita per loro.

Bologna Children's Book Fair 2017 - interno storie

Bologna Children's Book Fair 2017 - interno storie

Bologna Children's Book Fair 2017 - interno storie

La Bologna Children’s Book è un luogo dannato, ideato da qualche genio del male per prosciugare il portafoglio, crea dipendenza e bramosia nei confronti dei volumi destinati per lo più ai fanciulli.
Ho stilato una lista di libri desideratissimi, tanto che vorrei che Natale fosse tra una settimana:

  • Anatomia di Hélène Druvert & Jean-Claude Druvert (Ippocampo): una magia di carta, il corpo umano tra intagli e microscopio;
  • Botanicum di Katie Scott e Kathy Willis (Electa kids). Se avete amato Animalium, questo è il naturale proseguimento nel mondo delle piante;
  • Indovina chi viene a cena? di Eva Montanari (Kite edizioni). Non fa il verso all’omonimo film di Stanley Kramer o al programma su Rai3 del lunedì sera che vi terrà lontani dal cibo, ma è una deliziosa incursione nella cucina di Olga che prepara la cena a tanti personaggi letterari. (Ma ci sono anche Federico, Inseguendo Degas…);
  • Frank Button di Valentina Rizzi e Michela Gastaldi (Bibliolibrò). Ci sono legami con il grande sogno americano, con il circo. E quei disegni in punta di matita… Ho lasciato il cuore;
  • Le piante senza nome di Beatrice Masini e Sonia Maria Luce Possentini (Carthusia edizioni). Se ci sono di mezzo orti botanici, ci sono anche io;
  • L’Orso e il Piano di David Litchfield e In viaggio alla scoperta degli orsi di Michelle Robinson e David Roberts (Zoo libri). Ho eletto l’orso e il pesce – ma qui non c’entra nulla – come miei animali totem;
  • Una foglia di Silvia Vecchini e Daniela Iride Murgia (Edizioni Corsare). Ancora piante, ma qui si segue una foglia durante il suo avventuroso viaggio.

Fuori lista, tutto Rodari.

 

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2 Commenti

  • Reply Caterina

    Che bella questa fiera. Peccato non essere mai riuscita ad andarci. Interessanti i libri della tua wishlist. Mi hai fatto sorridere quando hai detto che è una fiera ideata da qualche genio del male. Lo credo anche io. Posso solo immaginare quanti bei libri ci siano. Ho gli occhi a cuore a pensarci. Grazie per il post e belle le foto :)

    5 aprile 2017 at 16:09
    • Reply Marina Grillo

      Esserci stata è stato un fatto di coincidenze astrali, posso dire così.
      C’è da perdersi tra colori e parole: una bella atmosfera.
      :)

      6 aprile 2017 at 09:52

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