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Hoppípolla, cultura indipendente per corrispondenza

Hoppípolla, cultura indipendente per corrispondenza - internostorie

Chi non ama le sorprese? Nel bene e nel male le adoro anche quando potrebbero deludermi, faticherei a recitare la parte della sbalordita (se ci riuscissi mi dedicherei al teatro), tuttalpiù finirebbe nel dimenticatoio. È soprattutto la gioia che qualcuno ha pensato a te.

Qualcuno ha pensato a me…
Quando il postino suona mi aspetto sempre che sia per un pacco, in genere ricevo libri per il blog, lo attendo sempre con una certa trepidazione. Qualche giorno fa mi è stata recapitata una scatola, che su Instagram Stories ho soprannominato la scatola delle meraviglie, perché lo è davvero (occhi a cuoricino).
Mittente: Hoppípolla (che nome buffo!). Per i più perspicaci è una canzone dei Sugar Rós o un vocabolo islandese che all’incirca suona come “saltare nelle pozzanghere”. La pozzanghera di Hoppípolla è la creatività. Non a caso condivide cultura indipendente per corrispondenza, è il suo marchio di fabbrica.

Per darvi un’idea più puntuale, il concetto si avvicina molto a quello delle beauty box (ragazzi, odio esprimermi con questi termini ma in italiano non rende bene l’idea) per corrispondenza: ogni mese vi viene recapitata a casa una scatola contenente una selezione di prodotti cosmetici.
Anche nel caso di Hoppípolla è un progetto che cura la selezione di oggetti di estro manuale e intellettuale – artigianato e editoria –, propone piccole realtà dedite al lavoro, una collezione di storie da conoscere. Un modo per regalarsi e regalare qualche momento di beatitudine direttamente a casa, affidarsi così all’occhio attento e sognate di Hoppípolla.
(Sul loro sito trovate tutte le informazioni e le formule di abbonamento.)

Hoppípolla, cultura indipendente per corrispondenza - interno storie
Veniamo alle questioni importanti: cosa contiene la mia scatola delle meraviglie?

  •  un portapenne da scrivania di Izmade che permette di inserire cartoline, fogli importanti o il calendario di Hoppípolla sempre presente nella scatola. Un oggetto ecologico per arredare la mia casa;

 

  •  una borsa di tela, capiente e utilissima con il sopraggiungere della bella stagione, di CO-HIVE, community per la condivisione di manufatti e design, e illustrata dal bravissimo Matteo Signorelli;

 

  • si legge «LAHAR», un posterzine bimestrale, una rivista che diventa poster, con contenuti scritti e illustrati. Il numero #32 è dedicato all’amore con il tratto di Alessandro Baronciani; invece il #33, in uscita in questi giorni, si occupa dell’età di mezzo, il Medievo, una chiave di lettura dei giorni odierni. Inoltre ci sono Colapesce e altri autori da leggere senza pensarci troppo. A chiusura di ogni numero un divertente piccolo dizionario presenta il tema affrontato;

 

  • si ascolta The Pussywarmers & Réka, gruppo indipendente di musica elettronica, in uscita il 24 febbraio con l’album Nightride.  Un interessante suggerimento di HOODOOH per scoprire nuove sonorità;

 

  • dulcis in fundo, il cioccolato – la mia ricarica dopo la corsa – un mix di Arriba Nacional dell’Ecuador e Vidamà della Costa d’Avorio, del laboratorio artigianale toc di Torino.

Io salto nella pozzanghera di Hoppípolla, e voi?

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