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Playlist di luglio, col male che ti voglio

Playlist di luglio, col male che ti voglio - interno storie

Avrei voluto intitolare questa playlist “lido Italia”. Da tempo avevo pensato ad alcuni autori nazionali più nelle mie corde, avevo appuntato titoli, fatto supposizioni sui tempi di lettura. Complice un senso di stanchezza, forse blocco, una distrazione imperante che mai mi aveva braccata così, ho dovuto rivedere i miei programmi. Mi sono presa persino delle lunghe pause tra un titolo e un altro, credendo di alleviare questo torpore e riattivare un certo metabolismo letterario. Qualcuno mi aveva consigliato di staccare la spina, ma non è così facile per chi ha un blog rimanere nel silenzio per un tempo indefinito.
Ho tirato una riga su Pavese, Natalia Ginzburg, Elsa Morante, Parise per chiudere il cerchio intorno a tre scrittori. Ho visto pochi film (cito solo Ippocrate di Thomas Lilti). Ho ascoltato la solita musica. Nulla di nuovo. Confido nei prossimi giorni di totale silenzio.

Luglio, col male che ti voglio.

Libri

Due donne. Napoletane. Determinate, schiette.
Matilde Serao squarcia Il ventre di Napoli, l’immagine di una città che procura sentimenti ambivalenti – disgustoso e suggestione – oltrepassando l’esercizio giornalistico del reportage, denunciando a gran voce. Ne è la prova l’incipit, quel richiamo forte: «Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli. Avete torto, perché siete il Governo e il Governo deve sapere tutto».
Scritto in tre tempi diversi – 1884, primavera e autunno 1904 – smaschera tutto ciò che vive dietro il paravento, un’umanità sacrificata in povertà e intelletto; una città abbandonata, incompresa, però dichiarando apertamente storture e disconnessioni del popolo napoletano.
Napoli è una città fuor di metafora.

Le vicende editoriali di Anna Maria Ortese possono accomunarla a Fenoglio, del quale vi parlerò tra poco, una scrittrice che visse molto isolata, anche per le precarie condizioni economiche, a fatica ricordata nel nostro tempo.
Corpo celeste è un libro intimistico, per certi versi attuale per la perdita dei valori, la corruzione dell’anima, l’antropocentrismo, il consumismo culturale a cui nemmeno il “libro” non esente. Se ne lamenta spesso in queste pagine, di come il merito economico abbia più peso del suo contenuto di parole vuote che non si riconnettono con la libertà, la ragione, il diritto, l’empatia, la natura e il cosmo. Anche la Terra è un corpo celeste, previlegiato, ha un respiro ma ben più grande di quello umano.
La sua è una voce amara, resistente nonostante non abbia avuto la gloria che si meritava.

Ho preferito questa lingua chirurgica, cristallina.
Fenoglio, sei stato una salvezza, quando pensavo mai avrei  trovato la gioia della lettura. Sei arrivato tu come luce d’estate, acqua fresca. La paga del sabato e Una crociera agli antipodi, due titoli che mi hanno incuriosita per motivi differenti. Del primo ne avevo trovato traccia negli epistolari calviniani in una lunga diffidenza e diatriba con Vittorini; il secondo attraverso una ricerca di titoli minori.
Come ormai noto le vicende editoriali intorno alla figura dell’autore piemontese sono travagliate, provocando sofferenza allo stesso, che portato solo un pieno riconoscimento postumo.
Non ha scritto solo di Resistenza ma anche dell’incapacità di trovare un posto nel mondo a guerra finita seguendo le peripezie e le angosce di Ettore, i rapporti familiari, con l’inconfondibile stile asciutto, privo di inutili fronzoli.
Mentre i quattro racconti, di cui tre incompiuti tanto che sono presenti all’interno del testo alcuni sviluppi della storia, ma che nonostante tutto in qualche modo hanno una loro completezza. Importante la ricostruzione analitica che ne fa Luca Busano, spiegandone il caleidoscopio di grovigli, sperimentazioni, influenze. Su tutti la letteratura angloamericana, tanto che alcuni si pensava fossero delle traduzioni. Forse nel Letterato di Franz Laszlo Melas – il mio preferito – è la ravvisabile la sua storia letteraria.
Fenoglio è stato un autore versatile, come lo dimostra questa raccolta, allontanandosi dalla sua zona più felice per misurarsi con schemi, temi e lessico molteplici. Questi racconti appartengono a mondi superiori: leggeteli, vi prego.

 

Il ventre di Napoli di Matilde Serao, Rizzoli, 2011

Corpo celeste di Anna Maria Ortese, Adelphi, 1997

La paga del sabato di Beppe Fenoglio, Einaudi, 2014

Una crociera agli antipodi e altri racconti fantastici di Beppe Fenoglio, Einaudi, 2003

 

Due itinerari italiani
Per un weekend anche settembrino.
Seguire le orme di Pietro e Bruno in Valle d’Aosta, tra le cime, i boschi e i laghi protagonisti delle Otto montagne di Paolo Cognetti.

Call me by your name di Luca Guadagnino: diciamo scena per scena: a Crema, a Brescia, lungo il fiume. Hoppípolla box, attraverso la sua newsletter settimanale, ha segnato questo pazzesco lavoro localizzazione.

 

Suoni
Phantom Islands è un atlante sonoro delle isole immaginarie o che non ci sono più (scoperto su Frizzi Frizzi), è un isolario musicale per esplorare attraverso i suoni naturali, immaginati da Andrew Pekler, marini e faunistici di queste piccole terre con un piccolo approfondimento per ciascuna.
Fa parte di una mostra virtuale Fourth Worlds, l’ethnographie imaginaire dans l’expérimentation musicale et sonore che ha come focus studio antropologico collegato all’arte contemporanea, alla musica, all’immaginazione sul concetto di altro.

Buona estate

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