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#Vestitiperilibri, un abito di parole

#vestitiperilibri, un abito per un libro - interno storie

Mi ritrovo ancora qui per la seconda volta, in brevissimo lasso di tempo, a illustrarvi un’altra rubrica che prende vita su Instagram, luogo in qualche modo più congeniale per certe iniziative.
Mi riferisco a Vestiti per i libri – con il cancelletto diventa un hashtag per meglio identificarsi nell’affollato mondo digitale, per rendersi riconoscibili.
Può essere vèstiti, verbo, o anche vestìti, sostantivo, non lo specifico. Gli accenti sul web svaniscono, sono cavilli linguistici (in altri casi doverosi).
Di cosa si tratta.
È un appuntamento, spero, settimanale o almeno finché l’ispirazione mi aiuterà ad accostare abiti, accessori, righe, colori con i libri che più mi entusiasmano, letture in corso, copertine seducenti. Ammetto che è una rubrica frivola, perché pone al centro l’abbigliamento, ma tenterò in ogni modo di dare più risonanza ai volumi che di volta in volta sceglierò.
Non nasce dal nulla, già in passato avevo sperimentato qualche scatto senza però pensare a un battesimo ufficiale, a una rubrica che avesse una sua grammatica più ordinata, con la spensieratezza del sabato mattina. Perché ogni nuova proposta avverrà proprio in quel giorno.
Così dopo i primi timidi tentativi ho pensato un’inaugurazione dal sapore francese con un bel volume di casa Adelphi, Marie aspetta Marie di Madeleine Bourdouxhe. Purtroppo non avevo con me oggetti che ricordassero i primi anni del Novecento, quindi è venuto fuori un look moderno, di pois e una pochette anni Settanta. Insomma #vestititiperilibri significa anche una piccola indagine sulle atmosfere dei libri in questione, tentare di avvicinarsi alle epoche, allo spirito del libro. Almeno ci provo.
Anche con Isola di Siri Ranva Hjelm Jacobsen (Iperborea), titoli usciti recentemente, proprio nelle prime settimane di febbraio, l’operazione è stata la medesima: ci troviamo alle Faroe, le righe e i colori marini mi sembrano un bel connubio.
Che ve ne pensate di #vestititiperilibri?

#vestitiperilibri - interno storie (1)

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2 Commenti

  • Reply Arantxa

    Mi piace anche questa rubrica, leggera si ma è vero che non sempre c’è bisogno di scrivere recensioni per parlare di un libro, a volte basta proprio poco per entrare in sintonia con un romanzo, una frase o una bella copertina. Ed è proprio il caso di questo libro, sono stata attratta dalla copertina e poi dall’ambientazione, è stato un richiamo che ho preso al volo.

    Per questo romanzo, che non ho ancora letto,mi sarei immaginata un bel maglione di lana spessa con berretto e muffole abbinati!

    22 febbraio 2018 at 10:57
    • Reply Marina Grillo

      Ma ho subito il fascino parigino.

      Concordo con te su tentare di parlare dei libri in un altro modo, spesso le recensioni non arrivano al punto. Bastano poche battute o una bella foto.

      26 febbraio 2018 at 11:16

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