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Bastava chiedere! di Emma

Bastava chiedere di Emma - interno storie

Inizia con una banale scena. L’autrice, Emma – blogger francese – viene invitata da un collega a cena. Quando la porta si apre, la compagna è intenta a imboccare i due figli, nel frattempo la zuppa straborda dalla pentola. La colpa ricade sulla disattenzione di lei, mentre lui, improvvisamente collaborativo, apostrofa: Bastava chiedere! (che diventa titolo di questo libro, pubblicato da Laterza). In realtà sarebbe sufficiente osservare il contesto e proporsi senza inviti.
Emma Clint in queste 10 storie di femminismo quotidiano ci introduce nelle mura domestiche fino ad abbracciare situazioni che includono la sfera lavorativa, sessuale, sociale, senza dimenticare la violenza verbale e fisica.
La casa è il luogo in cui affetti e personalità sono protetti ma è qui che si verificano le piccole disparità che si ingigantiranno fuori. Anche se gli individui sono consapevoli della necessità di venirsi incontro, finiscono per recitare la parte che il retaggio culturale e la società hanno impartito da secoli. La gestione organizzativa della casa e della famiglia, a cui si aggiunge il lavoro, ricade sulle spalle femminili, l’uomo è votato alla carriera invece. Tenendo conto che in molti paesi alle donne non è consentito studiare.
La vita quotidiana si frantuma in mille occasioni da riassemblare per il buon funzionamento del ménage domestico: si delega alla donna perché considerata in grado più dell’uomo quando poi le statistiche di stipendio, appagamento emotivo, occupazione recitano il contrario. Nel campo lavorativo le cose non vanno meglio, tra pregiudizi, opportunismo e rapporti ambigui di sottomissione.
Nella grande maggioranza dei casi sono le stesse donne a mantenere inalterate le stesse dinamiche, nonostante i lamenti. Come scrive Michela Murgia nella prefazione riportando a galla un luogo comune privo di fondamento: la vera padrona della casa è la donna, una finzione per giustificare un potere inesistente. L’accudimento che implica una perenne dipendenza anche di pensiero, che erroneamente ci fa sentire gratificate, non separa le ragioni pratiche da questioni sentimentali, che includono la propria persona, tra interessi e desideri. Annullarsi per chi?

Bastava chiedere di Emma - 2 - interno storie
Quando dieci anni fa ho letto Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti (Feltrinelli), una pietra miliare per gli studi di genere, ho avuto effettivamente chiaro il quadro della distinzione dei ruoli fin dalla tenera età, che anch’io ho subito e a cui mia madre non ha mai saputo dare una risposta se non “perché tu sei femmina e certe cose non puoi farle”.
Il diritto alla parità, l’aspirazione responsabilità e al potere soffiano come dei venti contrari: quel che si chiede alle donne è la completezza, mai una sbavatura ma diventano temibili se alzano la voce perché potrebbe mettere in pericolo certi equilibri, in primis nella coppia. Alle ultime elezioni americane Hillary Clinton non è uscita vincitrice e nemmeno la sua credibilità, dopo una storia di email private durante il periodo da Segretario di Stato, che hanno condizionato l’esito finale. Eppure Donald Trump che ne ha combinate di cotte e di crude, persino arrivando a rapporti compromettenti con i russi a scapito dei suoi avversari, è ancora al suo posto. Senza dimenticare il linguaggio spregiudicato e volgare abusato per le sue conferenze e opinioni. Alle recenti primarie del Partito democratico, ha bollato Michael Bloomberg come Mini Mike, Elizabeth Warren come Pocahontas per i risultai poco brillanti. Può una figura istituzionale adottare forme e prepotenza di espressioni?

Il lavoro di Emma Clit si inquadra in una lunga scia di letteratura sul tema (da discutere oltre l’8 marzo), lo illustra, lo espone in un fumetto stereotipi, situazioni pressocché banali, ma di ordinaria follia, quanta verità si nasconde nel quotidiano a cui si può ovviare soltato attraverso l’educazione fin dall’infanzia, che includa più che mai i maschi perché «sempre bene cercare di adottare… uno sguardo diverso!»

Mentre qualche giorno fa ho iniziato a scrivere questo articolo, il mio compagno ha lavorato a casa per la questione del Corona virus, io ho acceso la macchina per cuocere il pane, ho tolto dal frigo il pranzo precedentemente preparato la sera prima. E lui in tutto questo non ha alzato gli occhi dallo schermo. Tutto nella norma, no?

Bastava chiedere! 10 storie di femminismo quotidiano di Emma, Laterza, 2020

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