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Le mie letture

Il mio primo dizionario degli anni ’90 di Roberto Nardo e Davide Pascutti

Ci siamo trovati un sabato sera, dopo aver mangiato insieme una pizza, io e altri amici. Il televisore, sintonizzato su Rai 1, trasmetteva la finale di Sanremo. Per me un rito solo dai tempi dell’università, quando con alcune mie coinquiline ci si attardava sul divano in contorsioni per non cadere in preda al sonno. Ma non è di Sanremo che vi voglio parlare.
Quella sera ho lasciato volontariamente il volume giallo, Il mio primo dizionario degli anni ’90, a porta di mano, consapevole che avrebbe suscitato curiosità.
«Incredibile, ricordi?»
«Mia sorella aveva il Tamagotchi, non è durato tanto».
Il mostriciattolo, se non lo curavi, moriva. Come recita, la voce del dizionario:« ovunque tu sei, devi affrettarti a tornare a casa, se non te lo porti dietro, perché il Tamagotchi ha fame, e non aspetta nessuno. Impegnativo».
«E il Tranqy funky degli Articolo 31?»
«Qualcuno collezionava le schede telefoniche?»
Insomma, siamo andati avanti così per diverso tempo».

Il mio primo dizionario degli anni '90 di Roberto Nardo e Davide Pascutti - interno storie (1)

Il mio primo dizionario degli anni '90 di Roberto Nardo e Davide Pascutti - interno storie (2)
Pur essendo nata negli anni Ottanta, i miei ricordi più nitidi, avventurosi e suggestivi appartengono al decennio successivo, agli anni di Tangentopoli, del grunge e delle notti magiche di Italia ’90. Anche se per queste situazioni ho scarsa memoria, sono eventi che mi hanno sfiorata. Molto sfiorata. Tranne nel caso di Twin Peaks, la colonna sonora firmata da Angelo Badalamenti, che apre la serie mi faceva piombare in uno stato di agitazione che avevo costretto mia madre a non guardalo più, almeno in mia presenza.
Però ricordo con piacere e intensità Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, film proiettato in occasione della festa della donna in paese. Era una bambinetta, per l’occasione sfoggiavo una mantellina rossa degna di Cappuccetto.
A tredici anni piangevo sul finale di Titanic, ma non avevo capito niente né di film né della vita.
Quando avuto qualche facoltà intellettiva, mi chiedevo come i bagnini di Baywatch riuscissero ad avvistare i bagnanti in pericolo in quelle acque melmose dell’oceano Pacifico o come Roberto Da Crema, quello delle televendite, riuscisse ad aspirare persino la polvere di casa mia. Sono quell’interrogativi che non troveranno mai risposta.Come l’esasperante tormentone del Maxibon: tutte, dico tutte, impazzivo per Stefano Accorsi e tutt’ora non capisco il perché. Così come smaniare per i Take That. Ragazzi, ve lo confesso. Non li aveva mai sentiti e dicevo a destra e manca che mi piacevo, solo perché le altre li seguivano. Ragazza consapevole dei propri gusti. Ma non ero ancora arrivata all’età della ragione.
Passavo tante ore a registrare sulle cassette vuote quelle melodie dance prima di cadere nel trash del periodo successivo: a dieci anni sognavo stelle e libertà. A dieci, non a quindici.
Poi di seguito ci sono stati i ciucciotti, ma io li infilavo solo nei cordini per collane e bracciali e non per decorare le scarpe: quello era il periodo di «Cioè».
All’epoca, durante i pomeriggi estivi, stazionavo sulla buonanima di MTV, che passava ancora musica decente prima di votarsi agli adolescenti. Noi eravamo una categoria snobbata e forse è stato un bene se il prodotto è stato quello che si vede in giro.

Il mio primo dizionario degli anni 90 di Roberto Nardo e Davide Pascutti - interno storie
Questo e altro sono qui, in questo dizionario degli anni ’90, una bibbia. Ci sono i miei anni, i ricordi più belli.
Becco Giallo dedica pagine leggere e “storiche”. Non c’è banalità né tanto meno nozionismo, di enciclopedico ha l’ordine alfabetico e le principali informazioni. Minuziosamente suddiviso in film, serie televisive , eventi sportivi, cartoni, musica, spot, programmi televisivi e in più tante playlist da ascoltare, le canzoni che hanno segnato il decennio. Elencarveli sarebbe impossibile, vi toglierei il gusto della riscoperta. Perché di questo si tratta, di un tuffo nel passato.
I disegni di Davide Pascutti hanno una forte connotazione pop, caricaturale e iconica.
Il taglio è divertente, solo per certi versi critico, è pieno di curiosità e aneddoti. Per farvi un’idea di cosa scrive Roberto Nardo per Britney Spears:

americana, bionda, sexy. Prodotto quasi esclusivamente discografico, nasce in risposta e a supporto di un filone artistico sbocciato con la star indiscussa Madonna. […] Le sue canzoni sono di un pop leggero, come troppo spesso in questi anni si tende a produrre. Non sono le canzoni, la vera necessità del pubblico, ma l’immagine di chi canta. E Britney ha un’immagine deliziosa, pronta a divenire esempio per tutte le ragazze del sue tempo.

Lo lasciate in bella vista, le serate più noiose si animeranno.

Il mio primo dizionario degli anni '90 di Roberto Nardo e Davide Pasciuti - interno storie

 

Titolo: Il mio primo dizionario degli anni ’90
Autore: Roberto Nardo, Davide Pascutti
Editore: Becco Giallo
Pagine: 544
Anno di pubblicazione: 2015
EAN: 9788899016159
Prezzo di copertina: € 22,00

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