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Il silenzio del lottatore di Rossella Milone

Il silenzio del lottatore di Rossella Milone - interno storie

Non so se riuscirò a rendere l’idea che ho di questa scrittrice, brava come poche. Nel suo inchiostro nero seguo le tracce di autrici che ammiro tanto – Ortese, Ferrante –, non fa che confermare come letteratura che nasce in quella porzione di mare sia viva, in grado più di tutte di scalfire la superficie.
Rossella Milone, napoletana appunto, ha pubblicato dei racconti, Il silenzio del lottatore (Minimum fax), belli e inquieti. Una scrittura fitta, attenta ai dettagli, un formulario evocativo e puntuale che afferra tutto e lo restituisce pieno di corpo anche quando si tratta di comporre drammi. Quando ho tra le mani pagine così non vorrei mai smettere di leggere.

Un’adolescente, una ragazza, una moglie e una madre narrano, con voce ferma, sei donne anonime in una probabile l’evoluzione della medesima figura, in un interessantissimo gioco temporale fluttuano insieme a chi racconta che è spettatrice speciale e protagonista.
Pur narrando circostanze complicate, ho percepito uno spirito positivo, quel darsi ogni volta una nuova possibilità. Aleggiano un’insoddisfazione cronica, una vitalità che non trovano pace, si scontrano con una forza che impone l’urto per affermare la propria identità:

«Avete presente l’energia che ci teniamo dentro? Quel bagliore? Quella luccicanza?»
«Quale luccicanza?»
«Sai quel flusso, quell’ammuina che si ammassa nelle ossa, dentro la testa, e pure nelle mura e nelle case. Tutta quella roba che non vediamo ma che non ci fa dormire la notte».
«E questo bagliore esce fuori dai cassetti?»
«Eh. Quello viene fuori da tutte le parti. S’accumula».

Quando si accumula è complicato ricucire lo strappo e uscirne vittoriosi. Ed ecco che le pareti cedono e un cielo plumbeo staziona sui pensieri più dolorosi.
Queste donne si svelano attraverso i sentimenti e il materia, si trascinano dietro una debolezza, una sibillina premonizione pronunciata a fior di labbra:

Quando ti allontani dalla finestra ti rivesti con calma, senza fretta. Ti abbottoni il reggiseno, poi la camicetta, poi infili le calze, poi la gonna, poi tiri su la cerniera degli stivali. Con la stessa lentezza cerchi il pacchetto delle sigarette, la borsa, la giacca. Prima di andartene getti un’occhiata distratta alla camera, per verificare di non dimenticare nulla. Pare di no; le tue poche cose le hai raccolte tutte nella borsa che ti porti sempre dietro. Non capisco cosa dici, forse non dici niente. Ma sei triste, si vede. Te ne vai senza nemmeno salutare, chiudendoti l’ennesima porta alle spalle. In quella stanza rimarrà solo un’ombra di te, solo un bagliore, come nella vita di tutti quelli che ti hanno incontrata.

Non rimarrà solo un bagliore, ma una presenza di peso in grado di non soffocare negli spazi più angusti. Dalle feritoie delle tante dimore oltrepassano raggi di sole, si posano decisi sugli oggetti e impongono una sorta di processo, un banco di prova in cui sono chiamati a rispondere Erminia e il suo batticuore, Marianna e i suoi timori, Alfonso e la sua fatica, Pia e i suoi segni indecifrabili, Manuela e la sua ribellione, compagni di viaggio che esortano al coraggio.

Adesso lo spazio si era ristretto, ci si appiattisce per terra come in quelle giostre in cui ti piomba addosso il soffitto. Non si può fare altro che stendersi dritti dritti al suolo, respirare con la pancia piatta, limitare i movimenti altrimenti si finisce schiacciati. Il tetto sopra, il pavimento sotto: quello che rimaneva era un luogo piccolo in cui fare le cose necessarie – respirare, mangiare, esistere – solo quelle.

Nella perdita dell’ariosità si raffronta con perseveranza la ricostruzione della quotidianità a soqquadro e delle relazioni: sopravvivere tastando gli odori, i molti silenzi e cambiamenti. Questione di spazio, appunto. Occorre restare in silenzio e lottare per una guarigione duratura.
È un groviglio di passione questa raccolta e nonostante ciò, preferisco pensare a questi racconti come luminosi. Mi viene solo da esclamare: benedetta la Milone!

 

Titolo: Il silenzio del lottatore
Autore: Rossella Milone
Editore: Minimum fax
Pagine: 227
Anno di pubblicazione: 2015
EAN: 9788875216740
Prezzo di copertina/ebook: € 14,00 – € 6,99

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2 Commenti

  • Reply Ophelinha

    Manuela e la sua ribellione…suona familiare 😉
    Un altro libro che inseguo, prima o poi ci arrivo. Grazie della bella e sentita recensione*

    11 marzo 2016 at 15:31
    • Reply Marina Grillo

      Manuela è una figura che si trascina dietro un malessere familiare, ma la vera protagonista è la voce narrante, così volitiva così fragile.
      In ogni caso, buona lettura.

      11 marzo 2016 at 17:38

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