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Metà di un sole giallo di Chimamanda Ngozi Adichie

Chimamanda Ngozi Adichie ha un nome impronunciabile, ma ha scritto un libro bellissimo. Lo dichiaro dalla prima riga.

Metà di un sole giallo è un romanzo corposo, da assaporare a piccoli bocconi, dai toni quasi epici e con in gioco la storia di un popolo, quello nigeriano. Non c’è la pretesa a restituire un quadro completo di ciò che è stato, ma c’è una certa urgenza di recuperare le proprie radici.
I personaggi di Adichie hanno grande potenza: le loro voci, nonostante siano frammentarie perché si alternano, hanno una natura corale e troveranno in Ugwu, il ragazzino venuto dal villaggio, il suo narratore principale.
Le vicende si dipanano in due tempi – inizio e fine anni Sessanta – riavvolgendosi nuovamente nella seconda parte, intrecciandosi con i grandi eventi. La Nigeria, sconquassata dalla guerra civile tra il 1967 e il 1970, nasce da brogli politici, dalla responsabilità del colonialismo europeo, dalle spinte mal calibrate dei nascenti stati africani indipendenti. Non è un romanzo storico, la Storia è uno sfondo delle vicende personali dei personaggi, si insinua e prende potere dei loro destini. Come spiega l’autrice nella nota finale, non c’è alcuna denuncia o analisi di quegli anni, solo un accorato appello alla memoria e alla riflessione.
Metà di sole giallo è la storia dalle tante storie.
È la storia dei tanti volti della Repubblica del Biafra, e forse delle tante Afriche: la bellissima Olanna dalla forza inesauribile; Kainene risoluta e spigolosa; il rivoluzionario pan-africanista Odenigbo; il bianco Richard, innamorato dell’arte igbo-ukwu che finirà per sposare la causa biafrana; Ugwu, figura centrale, domestico di Odenigbo e Olanna, affronterà la guerra in tutti i suoi orrori.
Olanna e Kainene, gemelle, diverse nel temperamento e nell’aspetto, sono figlie di un imprenditore che trae profitto dalle alleanze poco chiare con i corrotti occidentali e connazionali. Il padre non approva, come Kainene, la relazione di Olanna con l’intellettuale Odenigbo, legato alle problematiche della sua terra. Il rapporto tra le due sorelle si deteriora sempre di più fino a lacerarsi quando l’amore e il tradimento entrerà nelle loro vite.
È la storia del fallimento di un sogno comune, infranto dalla sete di potere, dalla nuova borghesia nigeriana, un’accozzaglia di analfabeti, che mangia e beve in ristoranti carissimi arricchitasi perché coinvolta con gli occidentali in traffici poco leciti.
Nsukka è il ritrovo dei tanti intellettuali amici di Odenigbo all’alba del conflitto interno, quando la secessione dal Nord conseguenza dell’uccisione di migliaia di igbo, ha portato a sventolare la nuova bandiera a righe orizzontali rosse, nere e verdi e con al centro la metà di un sole giallo. La nuova Repubblica del Biafra. «Per Olanna era un concetto troppo grande da contemplare».
È la storia di nuove geografie, di una guerra tra etnie diverse – igbo e hausa principalmente –, della fame, della povertà, dell’azzeramento delle classi sociali, del kwashiorkor (la malaria), dell’imbruttimento della razza umana. La Nigeria diventerà teatro di intrighi internazionali, simbolo dei pregiudizi del giornalismo occidentale e sopratutto sarà la terra del silenzio e dell’indifferenza: Il mondo taceva mentre noi morivamo, tuona il titolo del libro che uno dei protagonisti scriverà alla fine del conflitto.
È la storia soprattutto di confini da non varcare, quei legami familiari e umani messi a dura prova dal caso, dal dolore e dalla superstizione. L’istinto alla sopravvivenza fisica e morale gli darà una rinnovata dimensione: «ci sono cose talmente imperdonabili da rendere perdonabile tutto il resto», dice Kainene dimostrando una grande maturità.
Il pregiato brandy bevuto a Nsukka da Odnigo gli aguzzava la mente, lo rendeva sicuro; una situazione lontana dal tempo in cui lo scadente gin sorseggiato nel buio del cortile del compoud o al Bar Tanzania lo ammutolisce. Il rimpianto della ciò che è stato è assai cocente, l’attualità ha «il sapore di vita vissuta in un tempo sospeso».
La forte Olanna, che supererà molte prove, cederà alla perdita dell’altra metà di un sole giallo.

Titolo: Metà di un sole giallo
Autore: Chimamanda Ngozi Adichie
Editore: Einaudi
Pagine: 450
Anno di pubblicazione*: 2010
EAN*: 9788806203023
Prezzo di copertina*/ebook: € 14,00 – € 6,99

*Edizione tascabile

7 risposte su “Metà di un sole giallo di Chimamanda Ngozi Adichie”

Assolutamente si! Ne parlerò nei prossimi giorni in una recensione.
Anche io voglio recuperare tutto 🙂
Rimanendo nello stesso ambito, ti consiglio "La bellezza delle cose fragili" di Taiye Selasi. Affronta diversi temi presenti in Americanah. Due storie che ho amato profondamente.

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