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Miraggio 1938 di Kjell Westö

Miraggio 1938 di Kjell Westö - interno storie

Miraggio 1938 apre con una nota e una fotografia risalente al campionato nazionale di atletica leggera del ‘38: la Finlandia si prepara a ospitare le Olimpiadi nei due anni seguenti.
Nella gara dei cento metri vince Abraham Tozakier, – che nel romanzo ha il nome di Salomon Jary – ma ufficialmente arriva quarto.

«Si vede benissimo chi ha vinto. Quello più vicino all’obiettivo. È già al traguardo mentre gli altri sono più indietro».
[…] «non c’è motivo per cui dovrebbe dividere la vittoria con loro».

Un motivo c’è. Compiacere i tedeschi, giudici della gara. Abraham Tozakier ha origini ebraiche. Sono i tempi delle leggi razziali e anche a Helsinki soffiano venti di antisemitismo. La vittoria a Tozakier verrà riconosciuta ben 70 anni dopo.

Miraggio 1938 di Kjell Westö, per i tipi Iperborea, ha il segno profondo dell’illusione, di una melodia venduta per poter sopravvivere qualche mese in più, di chi ha creduto fino all’ultimo che quel cielo incendiato fosse solo un tramonto e invece era il baluginare delle armi, di una «vita dai contorni indefiniti».
La Storia è prepotente, ha un ruolo determinante, non resta una figura marginale ma influenza le vicissitudini di quanto hanno voce in questo romanzo, essere pedine di un gioco ordito da qualcosa di più grande; ha un peso specifico che viene dalla vicina Unione Sovietica così come dalla Germania.
La Finlandia stretta tra la prima guerra mondiale e l’imminente escalation nazista che porterà a un secondo conflitto, ancora patisce il clima della rivolta civile appena lasciata alle spalle, tant’è che la minoranza svedese, residente per lo più a sud della capitale, è sempre più isolata. Di quella minoranza fa parte Thune, separato da Gabi, scrittrice emergente. E anche il Circolo del mercoledì, che lo vede impegnato una volta al mese a discutere dell’attualità con i suoi amici di gioventù, risente degli avvenimenti politici condizionandone così le relazioni tra gli stessi partecipanti, così divisi tra lo spettro di Hilter e chi ne esalta la forza.

La vergine Finlandia. Madre Svea. Le frasi dei nazisti della donna, considerata la più importante custode del patrimonio genetico tedesco. E cosa si intravede dietro la pretesa di Stalin di realismo nell’arte e di imprese eroiche nell’industria, se non la Madre Russia che Lenin aveva tentato di seppellire?

Thune e Matilda, rispettivamente avvocato e segretaria di lui, due prospettive narrative che Westö alterna con efficacia per raccontare la quotidianità e realtà storica. Le loro vite private precedono per lampi, si rivelano come frammenti. Ombre. Crepe. Il passato di Matilda è un affare doloroso, compromessa con la recente Storia finlandese, reca ancora ferite profonde. Le unghie rosicchiate, all’improvviso vengono notate da Thune, per il quale la donna rimarrà sempre una fonte di segreti.
L’ambiguità compromette l’identità di un individuo, o almeno quel che si immagina essere fino a quel momento. Per quanto ci si sforzi di comprendere, la mente umana e certi gesti rimangono spesso inconoscibili: Thune tenta invano di afferrare il mistero di chi gli sta vicino. Tenta appunto.
Cosa porta a un comportamento non considerato come normale? Qual è il confine tra follia, creatività e dolore? Lindemark, amico di giovinezza, e Thune si confrontano in uno degli ultimi passaggi del libro, una riflessione importante che investe non solo gli affetti ma soprattutto la sfera politica e sociale.

Quando ho letto la sinossi, mi è venuto in mente Il liberatore dei popoli oppressi di Arto Paasilinna, Ovvio, la cifra stilistica è completamente differente, paradossale e ironica, ma la connessione tra i due libri, a mio parere, mette in luce la retorica della sistemi politici oppressivi e le conseguenze devastanti che possono avere su una mente offuscata dai contenuti politici sventolati come salutari e necessari.
«La libertà di scelta sta nel poter rispondere no», dice Aurelius che liberale non è.

 

Titolo: Miraggio 1938
Autore: Kjell Westö
Editore: Iperborea
Traduttore: Laura Cangemi
Pagine: 426
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo di copertina/ebook: € 18,50 -€ 9,99

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