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Paradiso bugiardo di Camilla Salvago Raggi

Paradiso bugiardo di Camilla Salvago Raggi - interno storie

Camilla Salvago Raggi è saggista, narratrice, traduttrice di De profundis di Oscar Wilde e Suspense di Joseph Conrad, quest’ultimo le è valso il premio per la traduzione Procida Isola di Arturo – Elsa Morante. Insomma, una signora avvezza alla penna. Lindau riporta sugli scaffali Paradiso bugiardo, che entra a pieno titolo nella collana Senza Frontiere, alla riscoperta dei classici senza tempo, un libro che ha alle spalle una lunga gestazione come dichiara l’autrice sul finale del libro: la travagliata storia sul titolo e i molti rimaneggiamenti della trama sembrano seguire la ricerca verso la verità, il filo rosso delle sue pagine.
Paradiso bugiardo è una memoria familiare, che fa luce su certi fantasmi del passato. La voce narrante segue le vicende che la vedono bambina negli anni di D’Annunzio e del Fascismo. Una scrittura limpida e una cronaca che coglie le confidenze più intime, mai rivelate.
Camilla nasce dalla relazione tra Yole Lubrano, di estrazione borghese, e l’aristocratico Paris Salvago Raggi. Il doppio cognome della scrittrice tradisce le sue nobili origini ed è qui che muovono i turbamenti familiari. Sullo sfondo le presenze dei fratelli maggiori, Marco e Sandrino, del nonno Pippo e delle sorelle della madre.
Il racconto si muove lungo due linee conoscenza della figura materna, considerata poco risoluta e solo successivamente compresa e la scoperta dei misteri che aleggiano intorno alla coppia.

C’era sempre un’altra ragione (o verità) dietro quella che io di volta in volta, e faticosamente, ero arrivata a costruirmi di un fatto. Sempre un altro motivo dietro i gesti e le parole, non pensato e non previsto.

Parole taciute, silenzi sordi, ricordi che si sovrappongono, così per molti anni Camilla non intuisce quali siano le reali ragioni dell’allontanamento del padre e dei dissidi tra la madre e il nonno.
Camilla è piccola e molte aspetti della vita le sono estranei, non comprende l’imbarazzo e il senso di protezione nei suoi confronti, sentimenti che governano i comportamenti materni.

Per molto tempo del resto non ebbi né occhi né orecchi per quel che riguardava i miei. Non solo la loro storia, ma la loro vita. La quale, per il fatto stesso di essere la «loro» vita, automaticamente si poneva su un piano diverso dalla mia. C’era il mondo dei bambini, e c’era quello degli adulti. E tra l’uno e l’altro la divisione era netta, indiscussa anche, nel senso che tutto ciò che accadeva intorno a me veniva (da me) accettato come naturale. Non era nella mia natura ragionare sulle cose: e nemmeno cercare tra di loro quella relazione – o nesso logico – che altri, più maturi e smaliziati, vi avrebbero colto.

Tuttavia, riaffiora l’infanzia ariosa dei giochi in giardino, di Sanremo, «una parola nera e azzurra che si allungava lungo la costa su un ritmo scandito e martellante di ruote su un binario». Un paradiso. Bugiardo. L’illusione di un’infanzia felice. La prepotenza dei ricordi sembra in alcuni momenti mettere da parte il motivo di indagine.
Zia Margot, la sorella che rimarrà accanto alla madre nei giorni opachi, avrà le chiavi di accesso alla stanze inviolabili. Si aprono i bauli, si tirano fuori le lenzuola piene del sole sanremese e si riordinano i tanti tasselli, fotografie di un album che non era stato possibile sfogliare se non in tarda età.

 

Titolo: Paradiso bugiardo
Autore: Camilla Salvago Raggi
Editore: Lindau
Pagine: 112
Anno di pubblicazione: 2016
EAN: 9788867083275
Prezzo di copertina: € 14,00

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