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Pensiero madre a cura di Federica De Paolis

Pensiero madre a cura di Federica De Paolis - interno storie

Io invece mi sono imbastardita. Ho studiato, ho preso le distanze dai vostri sacrifici e dalla vostra sofferenza. Sì, i contratti precari, i mille lavori, il muto e i debiti, i pochi soldi in tasca, ma non basta. La verità è che ho un solo modo di rimanere proletaria: fare dei figli. L’unica nostra essenza, un tratto distintivo, uno scudo. Credere che altri, dopo di noi, andranno a stare meglio. Li spargeremo nel mondo come fiori e piante per migliorarlo mentre concentreremo su di loro gioie e dolori. I figli come una bussola per definire una posizione. La potenza di chi resiste, di chi si prende cura dell’amore con due spicci. I figli come forma di resistenza, non individuale e intima, ma collettiva. Credo in tutto questo?

Io no, non credo più. Quando le illusioni si schiantano contro il primo muro, ci si arma per non cadere nella trappola dell’autocommiserazione. I figli, ancor prima di pensarli, sono un capriccio dei nonni, del tempo che passa, della società che sincronizza in tappe ben ordinata la tua vita – laurea, lavoro, matrimonio, figli. Che naturalezza? Credo di essere più responsabile di chiunque altro, che non necessariamente una vita deve seguire quel percorso: non si può o non si vuole.

Il motto del Fertility day 2016, la campagna promossa dal Ministero della Salute, è «Proteggi la tua fertilità». Nei giorni precedenti  sono state sollevate critiche feroci riguardo l’iniziativa che vedeva sotto accusa la donna. In una di queste immagini una ragazza ha una mano sulla pancia, l’altra in primo piano regge una clessidra. Una campagna che cozza con il programma di prevenzione ed educazione sessuale promossa dai programmi ministeriali.i,
Sul sito è attivo un timer che indica quanti giorni, ore, minuti e secondi mancano all’evento. Quell’orologio vuol dire tante cose, ricalca il ticchettio dell’orologio biologico che una donna, ad un certo della sua esistenza, sente o qualcuno le rammenta il tedioso ticchettio. Poi segue un cuore trafitto da uno spermatozoo… L’invito è di riprodursi senza perdere tempo. Questo accadeva all’inizio di settembre: così al Ministero hanno imbiancato i muri e con un sapiente lavoro grafico hanno tentato di raddrizzare il tiro.
Al di là degli orribili riferimenti sessisti, senza questa iniziativa si scontro con due realtà che vede una donna essere non pensante, priva di potere decisionale, refrattaria nell’adeguarsi alla normalità; uno stato assente che pare abitare un altro pianeta, in cui denaro e realizzazione toccano pochi eletti. E qui chiudo per concentrarmi su un libro che pare sia un filo diretto della mente femminile.
Pensiero madre (Neo edizioni), racconti tra autobiografia e narrazione, rientra prepotentemente nel dibattito. Federica De Paolis ha curato questa antologia di 17 scrittrici – Simona Baldanzi, Chiara Barzini, Ilaria Bernardini, Cinzia Bomoll, Caterina Bonvicini, Gaja Cenciarelli, Silvia Cossu, Camilla Costanzo, Carla D’Alessio, Gaia Manzini, Kamin Mohammadi, Melissa Panarello, Gilda Policastro, Veronica Raimo, Taiye Selasi, Simona Sparaco, Chiara Valerio – che si pronunciano sul tema della maternità.
Chi la sogna, chi non la cerca affatto, chi è tormentata più dalla responsabilità che dalle intenzioni, chi decide di scegliere. La maternità ha mille sfaccettature e comincia dal prendersi cura, dalla consapevolezza ma soprattutto dal proprio potere decisionale.
Atto egoistico, desiderio, processo naturale o convenzione sociale: un figlio è un prolungamento di stessi, ma allo stesso tempo non è un diritto né un dovere.
Qualunque donna ad un certo punto della vita, solitamente intorno ai trenta, subisce un esame spietato da parte di chi la circonda, occhi curiosi, arroganti e pretenziosi aspettano delle risposte esaustive sul proprio temporeggiare, considerato come una velleità poco pratica.

Hai dei figli?
No.
Perché?
Non ne sono arrivati.
Hai provato ad averne?
No.
Come mai?
Perché no, non è capitato.
Non è capitato o non hai voluto che capitasse?
Non so se non ho voluto, so che non è capitato.

 

Il breve frammento da Bimbo a orologeria di Gilda Policastro fotografa il pressante spirito indagatore che si espande fino a includere aspetti intimi, legami, progetti, radici. Perché il punto è quello: non abbiamo seguito l’esempio dei nostri familiari, genitori e nonni in primis. Una prole senza prole. La nuova generazione di donne è ambiziosa, poco incline ai sacrifici, sogna la libertà, è immatura. L’ideale femminile è ancora vicino alle figure cantate dagli stilnovisti e non rappresenta il pensiero madre contemporaneo. Donne difettose, appunto.
Simona Baldanzi in Fuori verde, il brano citato all’inizio, sottolinea questo aspetto. È il racconto più meditativo, che sviscerato in tutte le sue parti si avvicina al reale. Almeno il mio.
Rappresentarsi madri è un pensiero? Nell’immaginario collettivo è l’origine, ma è soprattutto una declinazione della femminilità, non tutte sentono il ticchettio dell’orologio biologico, che consuma attimi di serenità. E gli uomini? Sono figure, pochissime, ai margini. A volte innalzano muri, diventano estranei che si escludono. Anche la campagna ministeriale li mette ai margini, almeno nella prima campagna.
La maternità analizzata si muove solo sotto quest’ottica, subisce una trasformazione fisica e psicologica: è metafora delle proprie aspirazioni, in alcuni casi si identifica con la scrittura; è l’invidia verso le altre madri, definite dalla Policastro come «donne lunari», mogli-madri dedite e appagate; è rinuncia senza troppi giri di parole. «Sono i soldi che comprano le scelte e le possibilità».
In Venti minuti, sulla metro romana, si consuma la vicenda di due donne, una italiana, l’altra islamica. Entrambe sono incinte e per ciascuna di loro c’è un motivo che le impedisce di proseguire la gravidanza. Si scrutano, monologo interiore che sfocia quasi in un dialogo serrato, dove l’una riesce a intuire la preoccupazione dell’altra.

L’argomento è complesso e il libro vuole aprire una fruttuosa riflessione sullo stato attuale, è indispensabile fare il punto della questione, tirare una riga e un sospiro di sollievo.

Esiste un tempo per tutte, soprattutto per le proprie scelte: Non corro ai ripari come se dovessi rimediare ad un errore. Il tempo passa e non mi oppongo. Sto in piedi davanti alla finestra.

 

 

Titolo: Pensiero madre
Autore: a cura di Federica De Paolis
Editore: Neo Edizioni
Pagine: 248
Anno: 2016
EAN: 9788896176405
Prezzo di copertina: € 15,00

 

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1 Commento

  • Reply wwayne

    A proposito di racconti, tempo fa ho letto quest’antologia molto carina e divertente: https://wwayne.wordpress.com/2014/07/28/suspense-e-ironia/. Che ne pensi?

    21 settembre 2016 at 15:27
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