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Playlist di febbraio, viaggiare con occhi aperti

Playlist di febbraio, viaggiare con occhi aperti - interno storie

A novembre il mio compagno si è recato in Cina per lavoro. Sapeva fin dall’inizio che sarebbe stato in contatto con un collega della sede cinese. Dopo il lavoro cenavo insieme. Quel ragazzo si premurava di documentarsi sul menù prima di varcare la soglia di qualsiasi ristorante, per evitare disguidi. E così davanti a piatti succulenti si sono conosciuti. Non sono cura e rispetto altrui? Non significa questo abbattere i pregiudizi? La cena è stata un’occasione per avvicinarsi a un’altra cultura senza alcun pregiudizio. Ero più contenta del mio compagno per questo incontro.
Ho ricordato questo episodio proprio perché questo mese ho letto libri di viaggio, per puro caso. In ciascuno si legge una prospettiva di racconto differente, poiché il ventaglio dei sentimenti e lo scopo delle partenze hanno ragioni svariati.
Ecco cosa vorrei dirvi: viaggiate con occhi e mente aperta, non come turisti ma cittadini di quel luogo. Viaggiate per arricchirvi e non per suscitare invidia altrui, altrimenti avrete perso fin dal principio. Il viaggio non è una gara, ma un premio personale che si traduce in esperienza di vita.

 

I libri
Il comandante dell’Apollo 14 (a luglio ricorrono i cinquant’anni dalla prima missione lunare) ha portato con sé un sacchetto di semi proprio durante questo allunaggio. Era il 1971 e al ritorno quei semi sono stati piantati in diverse zone della terra, etichettati come gli “alberi della luna”.
Come avrete capito, si parte verso i cieli notturni: direzione luna.
Umberto Guidoni, astronauta molto noto, con l’aiuto dell’estro artistico di Andrea Valente e Susy Zannella – tra illustrazione pura e collage –, racconta Voglio la Luna. Chi meglio di lui?
È un volume piacevole e curato, come tutti i titoli di Editoriale Scienza, che descrive con chiarezza e coinvolgimento (sarete chiamati a rispondere a dei quiz) questo corpo celeste, dalla mitologia, ai modi di dire, alle credenze popolari, alla cultura – Georges Méliès, Michael Jackson e il moonwalk, Giacomo Leopardi, Snoopy – alla scienza. Infine Guidoni vi introdurrà a possibili scenari futuri. Insomma, una Luna ispiratrice, sue tante le tante facce.
Credo alle coincidenze: in questi ultimi giorni di febbraio i cieli notturni sono stati illuminati da una luna gigantesca.

Playlist di febbraio, viaggiare con occchi aperti - Voglio la luna - interno storie

Torniamo sulla terra, in Patagonia più precisamente. Quando María Sonia Cristoff si rimette in cammino verso quei luoghi, così lontani dalle suggestioni letterarie e dai grandi centri, sono trascorsi già due decenni. Qui è scritta la storia familiare. «Me ne sono andata da qui, dal Sud, soprattutto per la mancanza di libri […]. Questo paese in cui non posso leggere sta facendo riaffiorare in me quell’antica inquietudine, la paura della reclusione.»
Falsa calma (La Nuova Frontiera) si consuma tra le mura domestiche e dei pochi esercizi commerciali: la Cristoff tesse un reportage di storie umane, attraverso un paesaggio desolante che esprime le illusioni perdute, «contro il fantasma di una terra dimenticata».
Fa eco un tempo rigoglioso ma sofferente: il ruggito di un aereo, un’industria petrolifera che non si è accordata con il progresso, una ferrovia i cui binari si sono improvvisamente interrotti, la determinazione di certe donne. E poi ci sono cose apparentemente inspiegabili, come la ricerca della solitudine, gli omaggi ai fantasmi per ingraziarseli: «sono come i racconti de Le mille e una notte: uno dopo l’altro, non finiscono mai». Una grande quantità di polvere si solleva a ogni passaggio di vita. È una falsa calma appunto.

Interessantissima la postfazione della stessa autrice su reportage e letteratura, tra influenze e sottrazioni.

 

Il taglio obliquo cattura subito l’attenzione. È Terreni di Oddný Eir Ævarsdóttir (Safarà editore).
Inizialmente non l’avevo capito, nonostante avessi letto la prefazione e conoscessi i temi trattati. La sua forma mi ha disorientata, poiché è un diario. Si possono contare sulle dita di una mano quelli letti. Non so perché avevo l’idea che un diario dovesse considerarsi un fluire di eventi cronologico o con uno spiccato sentimento letterario. Comunque ho imparato molte cose sulla cultura islandese, grazie alle note di Silvia Cosimini, che si è occupata della traduzione.
La partenza, come qualsiasi percorso, è un po’ confusa. E si percepisse in Oddný, nella quale lo smarrimento è grande. Le pagine sono un calendario intimo, che si aggrappano a ricorrenze folcloristiche e religiose: è un testo in movimento con acute riflessioni.
È dalla seconda metà in poi che mi sono incanalata nella storia: finalmente è tutto più chiaro.
Il passato familiare che ha radici nel rigido Nord – «oramai non ho più una casa» –, le saghe, la quotidianità si intrecciano in una ricerca personale tra equilibrio sociale che passa attraverso le mura domestiche, e presa di coscienza ambientale.
La cura verso la propria terra necessità di una terminologia più puntuale, perché nazionalismo e patriottismo includono una nota violenta.
C’è un termine che conia l’autrice: móðurjarðarumhyggja, “amore per la Madre Terra che meglio trova linfa in fósturjörð, “terra che si sostenta”, «trovare una nuova forma di patrimonio comune, una forma di corresponsabilità […] che la lealtà alla terra che ci sostenta non possa essere scissa dalla totalità di tutto che esiste».
Questa comunione con la terra a me ha fatto venire in mente La donna elettrica, film uscito sul finire dell’anno scorso, che racconta seppur con gesti più determinati, le medesime questioni.

«[…] vorrà ascoltare le sue storie perché le sue orecchie sono la terra stessa».

 

Chiedo ancora con quest’isola.
Quanto mi piacciono i titoli che sembrano summe definitive o quasi! Il libro dei vulcani d’Islanda (Iperborea) è dell’italianissimo Leonardo Piccione, che si è appassionato all’argomento. Sono 47 i vulcani catalogati, per lo più attivi, alcuni pericolosi, due spenti in un complesso sistema di ben 522, influenzandone la quotidianità e il folclore ha stabilito la toponomastica, vulcani compresi. Hekla e Katla, che hanno nomi femminili (pensa un po’) i più temibili.
Perché tanta agitazione? L’Islanda si adagia comodamente tra la placca europea e nordamericana, un’isola che è «un esperimento prima naturale e poi umano».
Questo inventario apre con una scheda tecnica dedicata a ciascun vulcano – localizzazione, significato del nome, ultima e tipologia di eruzione, attività corrente, rischi, segni particolari – seguita da una citazione letteraria che apre al racconto vero e proprio. Si percorre un sentiero pieno di curiosità, aneddoti, tradizione, letteratura, divulgazione scientifica, Storia, bizzarrie: in mezzo ci sono anche il portiere della nazionale islandese, Neil Armstrong, gli esperimenti, l’arte, i misteri, le balene, le stazioni di servizio e persino Dante e Botticelli.
Una guida, un diario di viaggio e studio molto ricco: attraverso queste si scoprono molte cose su questo popolo, sul silenzio e sul rombo che precede un’esplosione.
«Se il vulcano erutta di nuovo sarò pronta. Non vado via, sono islandese», tuona Helga a proposito di Eyjafjöll, che ha dato filo da torcere a buona parte dell’Europa nel 2010.

 

Voglio la luna di Umberto Guidoni, Andrea Valente, Susy Zanella, Editoriale Scienza, 2018, dai 9 anni
Falsa calma di María Sonia Cristoff, La Nuova Frontiera, 2019
Terreni di Oddný Eir Ævarsdóttir, Safarà editore, 2016
Il libro dei vulcani d’Islanda di Leonardo Piccione, Iperborea, 2019

 

L’articolo
Sull’impazienza e la perseveranza di Elena Maria Cito, Torte coi fiori, 26 febbraio 2019
L’ansia da prestazione e i numeri giocano un brutto colpo per chi gestisce o lavora con i social. L’antidoto? Accordarsi ai ritmi biologici e coltivare l’attesa. Ce lo insegna la natura.

 

La curiosità
Dal 15 marzo in edicola potrete acquistare Artonauti, album di figurine dedicato alla Storia dell’arte. È un’idea pensata per bambini dai 7 agli 11 anni, ma aggiungo anche per adulti. Un ripasso non fa certo male.

 

Il film
Marrakesh express di Giuseppe Tornatore (1989)
Lo vedrò oggi pomeriggio, in un piccolo cinema in merito a una rassegna. Speriamo sia bello.

La canzone
L’incredibile performance di un uomo morto dei Subsonica (2018)
Sono stata a Torino a metà mese proprio per il concerto, per ricordarmi di quella serata lo faccio con la mia seconda canzone preferita dell’album.
Apro parentesi: dal vivo rende meglio Cieli in fiamme che Punto critico.

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