Categorie
Recensioni

Sette maghi di Halldór Laxness

Sette maghi di Halldór Laxness, premio Nobel per la letteratura nel 1955, è una raccolta eterogenea datata 1935-1941 che Iperborea porta sugli scaffali: storie divertenti, surreali ma con un forte spirito critico.

Il primo e l’ultimo racconto esplorano l’Oriente, la Cina degli imperatori. Seppur i racconti sono dissimili, si scorge una sottile traccia che riconduce all’India. E poi è un catapultarsi all’interno della narrazione di Laxness. Un ragazzo fin troppo introverso si crede Napoleone Bonaparte senza muovere guerre, un cameriere di un albergo mette ko un comandante fascista, un garzone vive un’esperienza soprannaturale, uno scrittore nordico corteggia una ragazza nella torrida Sicilia torrida, un tizio ritiene di influire sull’assegnazione del Nobel ricavandone un business molto curioso, un sindacalista zoppo odia i senzadio sovietici ma combatte per i diritti degli operai. C’è un caleidoscopio di personaggi e situazioni che anima queste storie che si perdono nel tempo e in luoghi lontani, dalla Cina all’Islanda quando ancora era legata politicamente alla Danimarca ma dallo sguardo libero.

Ma torniamo all’Islanda e ai suoi compiaciuti isolani, che non capiscono il senso profondo delle uniformi, figuriamoci il loro significato gerarchico, e si sono conformati al gusto delle balene e di altri grandi animali marini, come si evince da quanto valutano la creatura dal più bel colore delle regioni artiche, l’aringa.

Anche il tono è distinto. Mentre alcuni conservano una dimensione fiabesca o da saga vichinga, Un’apparizione nell’abisso ha una scrittura un sapore quasi ottocentesco, struggente e poco nordico.
Storie declinate al maschile, come osserva Alessandro Storti nella postfazione, in cui le donne hanno un ruolo marginale anche quando l’amore le trafigge, come nel caso della novella appena citata. Tuttavia, lo scrittore islandese è pungente, non fatica a ironizzare sull’autorità come i suoi connazionali in disputa con i fascisti, definiti amanti del deserto. All’uomo privo di avidità non rimane che questo ruolo e ricorrere altro.
I maghi sono sette, i racconti otto. Ne manca uno all’appello. «Da noi non ci sono dei maghi veri, che conoscano l’arte di preparare insolite pozioni che diano oblio, saggezza o lunga vita?» È vero, non ci sono nel senso più letterario del termine, però l’uomo si appiglia alle loro vesti quando percepisce i propri limiti, che sono terreni, perché la sete di potere l’ho ormai inghiottito. C’è una speranza, un’aura incantata che protende verso l’inspiegabile, «in quella terra favolosa a metà tra il crepuscolo e la luce, dove le ombre sono vive». Non un luogo reale, ma è della stessa sostanza dei sogni. Può essere che «ho fatto un sogno».

Titolo: Sette maghi
Autore: Halldór Laxness
Editore: Iperborea
Traduttore: Alessandro Storti
Pagine: 138
Anno di pubblicazione: 21016
EAN: 9788870914597
Prezzo di copertina/ebook: € 16,00 – € 8,99

4 risposte su “Sette maghi di Halldór Laxness”

L’ho terminato ieri sera, e sono ancora perplessa sul giudizio: i racconti mi sono piaciuti molto, l’affresco complessivo mi ha lasciato un’impressione molto positiva, con spunti di collegamento e antitesi fra le diverse sequenze e i loro protagonisti, ma a livello dei singoli brani mi è mancato qualcosa…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *