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Storie dalle stelle di Susanna Hislop

Storie dalle stelle di Susanna Hislop - interno storie

Avevo circa dodici anni quando ho acciuffato per un attimo la mia prima stella cadente. Era estate, forse sul finire di luglio, quando l’aria era solo carica delle voci notturne della natura e non delle chiacchiere chiassose dei miei parenti che ogni anno ritornano al paese.
Non ricordo il desiderio espresso, non se neanche se si è realizzato ma l’emozione di averne avvistata una non la dimenticherà mai.
Ogni volta che ne ho la possibilità osservo questo cielo, sempre cangiante, con Venere luminosa nelle vesti di finto astro e una luna a fasi alterne, senza mai riuscire a tracciare con un dito le primitive geometrie per ritrovare racconti bellissimi e nascosti. Lascio il compito a chi è in grado di orientarsi.

Storie dalle stelle di Susanna Hislop e illustrato da Hannah Waldron (L’Ippocampo) fa al mio caso. Un piccolo atlante dedicato alle ottantotto costellazioni della Via Lattea basate essenzialmente sul sistema tolemaico, derivante dagli studi di Ipparco, e sull’Assemblea Astronomica Internazionale (IAO) che ne ha stabilito definitivamente un criterio univoco.
Le costellazioni sono lingua e alfabeto antichi, spesso sconosciuti, seguono l’andamento delle stagioni, emergono e formano diverse architetture con il mutare della rotazione terrestre; rivelano il fascino della notte, della nostra galassia. Da Orione nascono stelle e interi sistemi solari, storie siderali in grado di sorprendere sempre.
Ci sono la Croce del Sud simbolo di Nuova Zelanda, Australia, Brasile; Sagittario noto come la teiera, dal beccuccio esce il vapore della Via Lattea; il Delfino che salta nel mare oscuro; le più famose Orsa Maggiore e Minore; Arturo, la stella più luminosa, protegge a distanza di millenni Callisto dalla gelosia di Hera: storie popolari e altre meno conosciute si sbriciolano pagina dopo pagina in questo catalogo celeste. Mitologia classica e oralità si un mescolano per dare origine a racconti senza tempo.
Alcune voci sono confuse, riadattate in chiave contemporanea o alle memorie personali perdendo il cuore della questione. L’autrice ricorre a fatti un po’ contorti per dare rilievo a inediti accostamenti.
Comunque, sono storie vivaci, a volte sono i protagonisti a prendere la parola. La più originale riguarda Ercole, l’eroe delle dodici fatiche, un fitto calendario di impegni costituisce la sua parziale biografia (ne riporto un piccolo frammento):

1. Uccidere leone di Nemea (N.B. Nessuna arma può scalfirgli la pelle: dovrò strangolarlo) 10 giorni?? CE NE HO MESSI 30 – rifare agenda
2. Far fuori Hydra serpente marino dalle molte teste (vicino città di Lerna, Peloponneso) 10 giorni?? CE NE HO MESSI 30 – rifare agenda
[…]
9. Rubare cintura sciccosa di Ippolita (regina delle Amazzoni) per Admeta, figlia di re Euristeo
[…]

ALTRE DUE IMPRESE AGGIUNTE DA RE E
(Quel bugiardo si è rimangiato la parola: le fatiche dovevano essere solo 10)
11. Rubare mele d’oro dal giardino delle Esperidi sul Monte Atlante:
a) posto segreto – nessuno sa come arrivarci
b) albero protetto da drago gigante Ladone (prendere a mazzate??)
12. Riportare Cerbero da Aldilà.
COME??? (Cane da guardia con coda di drago e dorso coperto da serpenti che divora chi cerca di scappare da Inferi)
URGENTE: Stipulare polizza vita

 

 

Storia dalle stelle di Susanna Hslop - interno storie

Principalmente la conoscenza comprovata risponde ai dettami delle conoscenze e del bagaglio culturale greco-romano, scardinata dall’Illuminismo in poi quando i novelli agglomerati luminescenti prendono il nome da oggetti o personalità del momento.
Uno dei primi trattati risale al 150 d.C., di chiara influenza greco-romano, suddivide mille stelle in quarantotto costellazioni: le storie odierne si nutrono delle leggende dell’Almagesto di Tolomeo.
Nel XX secolo il sistema mitologico viene soppiantato da un’impostazione più scientifica:
Oramai nelle rappresentazioni astronomiche ufficiali compaiono solo le linee di confine IAO: i vecchi animali, le divinità e gli eroi sono dunque scomparsi, e con essi sono stati inghiottiti dall’etere anche gli strumenti scientifici, in apparenza meno fantasiosi, di Lacaille.
Con Nicolas-Louis de Lacaille i cambiamenti sono in atto. Nato durante l’empirismo, il progresso, la razionalità, egli battezza le sue scoperte – ben quattordici -, nuove costellazioni: la Bussola, il Bulino, il Compasso, la Fornace, la Macchina Pneumatica, la Mensa, il Microscopio, l’Orologio, l’Ottante, il Pittore, il Regolo, il Reticolo, lo Scultore ed il Telescopio – omaggi alla sua epoca.
In molti casi la cultura occidentale ha piegato la sua visione nell’unica prospettiva ufficiale. Il sistema astronomico riflette i progressi scientifici della società che li determina. Scienziati, esploratori, studiosi hanno imposto una nuova mappatura che accorpa l’antico con le esemplificazioni attuali per un respiro più globale.
Pur essendo ridotta in ottantotto costellazioni principali, la topografia celeste risulta complessa e divertente, riassume la nostra infinità capacità di etichettare immagini e forme con il nostro sapere.
L’astronomia è cosa antica, spesso condensa conoscenze a noi ignote di altri popoli. La scrittrice ne ricava alcune simmetrie nelle culture importanti ma ai margini. Per esempio, i Gemelli rappresentano Castore e Polluce, presso i cinesi sono Ying e Yang, citati persino nella tradizione maori.
E ancora, nella biografia del re sumero Utnapishtim, antenato di Gilgamesh, si scovano tracce di Noè e del diluvio universale quando si parla di Altare, a sud della coda dello Scorpione:

In cambio della sua misericordia e dell’iniziativa che aveva salvato l’umanità, gli dèi lo resero immortale e gli riservarono un posto nel firmamento: la foschia della Via Lattea non è che il fumo celestiale che si leva in suo onore dall’Ara.

In Storie dalle stelle si legge di importanti esistenze, come quella di Elisabeth Catherina Koopmann, seconda moglie di Johannes Hevelius, la prima astronoma della Storia ma prevale soprattutto un certo gusto narrativo ascrivile a quello delle saghe.

«Distesi sul dorso, guardiamo il cielo notturno. È lì che le storie hanno avuto inizio», scrive in esergo Susanna Hislop citando John Berger.
Quest’estate occhi puntati verso il cielo!

 

Titolo: Storie dalle stelle. Un atlante delle costellazioni
Autore: Susanna Hislop, Hannah Waldron
Editore: L’Ippocampo
Traduttore: Anna Rusconi
Pagine: 209
Anno di pubblicazione: 2015
EAN: 9788867221646
Prezzo di copertina: € 25,00

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2 Commenti

  • Reply Michela

    Ammiro il cielo fin da piccola e ho studiato geografia astronomica al liceo, ecco perchè ho trovato bellssima questa tua recensione e il libro così ricco di particolari mitologici e storici che terrò da parte il tuo consiglio. Peccato però per il prezzo non molto accessibile, vedremo.

    20 luglio 2016 at 14:12
    • Reply Marina Grillo

      Prova in biblioteca, sfoglialo e leggi qualcosa così avrai la sicurezza di un acquisto mirato o un regalo veramente voluto 😉

      20 luglio 2016 at 16:17

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