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Su al Nord: il Natale a casa di Tove, Astrid e Selma

Su al Nord - il Natale a casa di Selma - interno storie

Nelle moderne festività invernali il Natale è stato molto influenzato dai riti nordici (persino religiosi) più che da quelli cattolici: in particolare confluiscono i simboli del solstizio d’inverno e certi e del paganesimo. L’attesa dei regali, le luci, i profumi pungenti e golosi, la cura per gli affetti. Uno spirito in qualche modo rispolverato da una certa pratica hygge.
Il Natale è stato oggetto di narrazione, dalle fiabe ai saggi, tradizione di certa letteratura soprattutto inglese. Ma dal Nord, che alimenta il nostro immaginario, tre scrittrici scandinave, Tove Jansson, Astrid Lindgren e Selma Lagerlöf, maestre del racconto breve, hanno dedicato molte righe alle atmosfere festive – che siano modeste, lungimiranti o strampalate – sono comunque dense dall’aurea magica di questi giorni.

 

Tove Jansson nel suo Libro dell’inverno racconta l’elettricità dell’aria quando entra finalmente in casa l’abete per essere addobbato, tra i fruscii d’argento e d’oro mentre immobili osservano le donne bianche scolpite dal padre; del silenzio che si respira quando la sera del 25 ci si dedica alla lettura del Vangelo. È sempre presente il gioco di luce e buio di cui è carico il paesaggio e la letteratura nordica.

Anche Astrid Lindgren ha scritto le sue storie natalizie, tra Pippi Calzelunghe e i tanti personaggi che le hanno popolate. Nel più recente Peter e Petra, ci sono due racconti immersi nelle festività –  Il piccolo Pelle se ne va di casa e Buona notte, signor vagabondo!.
Quella di Pelle, invece, è una storia di malintesi e capricci: papà lo accusa per l’ennesima volta di nascosto la sua penna. Accusato ingiustamente, decide di lasciare casa con i suoi averi a cui è più legato e dopo varie ipotesi decide di alloggiare nella casetta in giardino. Sul davanzale una candela accesa perché il Natale è imminente.
Ma la nostalgia della famiglia è così forte che forse Pelle è disposto a perdonarli.
Di tutta altro genere è la seconda vicenda. Il 24 dicembre Sven, Anna e Inga-Stina sono soli in casa, la mamma è a un funerale e hanno il divieto di non far entrare gli sconosciuti. Con il croccante toffee in bocca disquisiscono sul Natale:

[…] si trovarono d’accordo che i pacchetti morbidi erano una vera sciagura, quanto a regali. Pacchetti morbidi… voleva dire calze e guanti e tutte cose deprimenti. No no, i pacchetti dovevano essere duri. Nei pacchi duri c’erano le bambole e i soldatini di stagno e altre cose che rendevano la vita degna di essere vissuta.

La raccomandazione della madre viene presto disattesa quando alla porta bussa un vagabondo (Charlie, Kalle?) che li intrattiene con giochi sorprendenti. All’ora di cena dalla dispensa sbucano salsicce, carne salata, pane di segale e di melassa, burro, latte. E poi il profumo d’abete e i panini dolci allo zafferano. Sullo Småland cade la neve.

Su al Nord - il Natale a casa di Astrid e Tove - interno storie

Le storie di Selma Lagerlöf hanno un trasporto religioso in moltissimi casi, che siano prettamente bibliche o comunque leggendarie, storiche hanno comunque una dimensione fiabesca.
Tra paganesimo e cultura popolare, agiografia e superstizione nascondono una certa sacralità: sono gli uomini con i loro turbamenti oggetto di analisi, ne studia la loro natura, ma non li ammonisce mai, piuttosto li mette in guardia dai possibili errori. Ma il riscatto non è una chimera. Una redenzione spirituale, che segue anche l’ispirazione di tanta narrativa dickensiana senza fini paternalistici, è possibile.
Se La notte di Natale la scrittrice svedese rimaneggia storie di Gesù, i Vangeli apocrifi e personalità antiche affidandosi a un corredo di sentimenti quali il dolore, la pietà, la tenerezza sotto il filo sottile del “c’era una volta” e nella Leggenda della rosa di Natale lo sguardo si fa semplice, in Uomini e troll si racconta di elfi, incantesimi, spiriti, «cose su cui non abbiamo alcun potere», sfidarli potrebbe portare alla pazzia. Quest’ultime pur non seguendo il filone natalizio propriamente detto, rientrano nella poetica della scrittrice rientrano: «Donne e uomini dei vecchi tempi», pensai, «avete un bel negarlo, ma eravate tali e quali io vi ho visti in un lungo sogno».

Se c’è un libro che catapulta il lettore nelle atmosfere natalizie fin dal titolo è proprio Il libro di Natale.
La tavola si imbandisce di burro, pane bianco, formaggio, carne di montone, sidro di mele, birra di Natale. E intorno si affollano oggetti, come una tagliola per topi, dai significati simbolici; i boschi e le fattorie del Värmland per spingersi fino in Palestina; persino Santa Lucia viene chiamata in causa da Siracusa e un folto gruppo di animali che a Capodanno se la deve vedere con la Ninfa dei boschi. In ciascun aspetto la scrittrice vuole sottolineare l’universalità del Natale.

Il racconto omonimo ci addentra tra le tra le mura domestiche, tra il tepore del fuoco e l’allegria. L’amatissima casa di Mårbacka, venduta in seguito alla morte paterna e riacquistata con il denaro ricevuto dal Premio Nobel vinto nel 1909, è teatro di ricordi vividi.

È una tradizione esclusiva di casa Lagerlöf ricevere e scartare i regali a tavola, dopo aver gustato il riso al latte. L’impazienza della piccola Selma – ha dieci anni – si fa sempre più grande man mano che si trova davanti oggetti che poco le interessano, la sua attesa è tutta focalizzata in un regalo che le potrebbe procurare molte gioie. «So bene, ma così bene, quel che vorrei. Non sono belle stoffe per vestiti, né pizzi, né broccati, né pattini da ghiaccio, né caramelle o cioccolatini».

E lo dichiara fin da subito:

Vedete, devo dire che c’è una tradizione a Mårbacka, che quando si va a dormire la Vigilia di Natale si ha il permesso di avvicinare un tavolino al letto, metterci sopra una candela, e poi leggere finché si vuole. Questa è la più grande di tutte le gioie di Natale. Non c’è niente di più bello che starsene lì sdraiati con un bel libro avuto in regalo, un libro nuovo che non si è ancora mai visto e che nessun altro in casa conosce, e sapere che si può leggere pagina dopo pagina finché si riesce a stare svegli. Ma cosa si fa la notte di Natale, se non si sono ricevuti libri?

 

Il libro dell’inverno di Tove Jansson, Iperborea, 2013
Peter e Petra di Astrid Lindgren, Iperborea, 2018
La leggenda della rosa di Natale di Selma Lagerlöf, Iperborea, 2014
La notte di Natale di Selma Lagerlöf, Iperborea, 2015
Uomini e Troll di Selma Lagerlöf, Iperborea, 2018
Il libro di Natale di Selma Lagerlöf, Iperborea, 2012

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