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Recensioni, I piccolini

The Wander Society di Keri Smith

The Wander Society di Keri Smith - interno storie

Scrive Robert Macfarlane in Antiche vie che “to wonder”, meravigliarsi, si trascina dietro l’assonanza di “to wander”, andare a zonzo. Quel libro parla del cammino inteso come scoperta, il medesimo tentativo si coglie in The Wander Society di Keri Smith (Corraini Edizioni), conosciuta per i suoi lavori fantasiosi.
Mi è difficile classificarlo: un saggio?, un quaderno di attività? Ha una piccola dimensione narrativa che lo rende in qualche modo avvincente. Notevole la cura grafica per i collage e le immagini vintage.

Nella sua libreria preferita, Keri inciampa in una copia consunta di Foglie d’erba: già di per se il libro è una sorpresa, si rivelerà un tesoro, o meglio, una mappa del tesoro: le tante annotazioni – «WW ti mostrerà la via», «Solvitur ambulando» – non sono altro che indizi. E un verso più di tutti: «se mi vuoi ancora cercami sotto le suole delle tue scarpe». È una chiamata all’avventura!
Gli indizi disseminati nel libro e sui muri della città porteranno l’autrice alla scoperta della Wander Society (esiste persino un sito), un’esclusiva associazione con tanto di Manifesto e una struttura ben ramificata, che preferisce agire sottobanco, per affermare la sua convinzione: la necessità di vagare senza meta. È un’intenzione impegnativa che difficilmente si riesce a portare a compimento vista la vita frenetica di ciascuno.
Obiettivo: viaggiare ad occhi aperti, un esercizio quotidiano, come recita il sottotitolo, che porta alla rigenerazione delle idee.
Cosa prevede questa pratica? Esperienza diretta, un lavoro sul campo; acuire i sensi per riappropriarsi della propria individualità; rallentare; mettere in discussione le certezze; osservare, cogliere i segni, scoprire; alimentare le intuizioni. Sono dei rituali ben precisi. Parola d’ordine: sperimentare.
Non solo sentieri naturali ma anche esplorazioni urbane e sedentarie: la meraviglia è dietro ogni angolo. Questioni di prospettive. Luci. Ombre.
Un piano attuabile se ci liberiamo della tecnologia, non estrometterla, sarebbe paradossale, ma di farne un uso sapiente. La distrazione non fa confermare la visione della società moderna che ci vuole stereotipati, apatici, prevedibili.

The Wander Society di Keri Smith - interno storie

Le parole di Keri Smith sono guidate, ispirate da Walt Whitman − con il già citato Foglie d’erba − il nume tutelare della società e della stessa.
Il poeta americano ha una vocazione da errante, nelle sue peregrinazioni porta con se un taccuino da lui creato, per lo più fogli tenuti insieme da una spilla; camminare senza scopo porterà in luce un vero e proprio processo creativo: questo è il senso della Wander Society.
La schiera dei camminatori senza meta è fitta, si possono incontrare attraverso i libri, alcuni noti altri meno come Aristotele, Walter Benjamin, Virginia Woolf (non prende sempre il tè), Charles Dickens, Rousseau.

Il vagabondaggio fisico e immaginario è prima di tutto un atto mentale.

 

The Wander Society. La rivoluzione creativa della vita quotidiana di Keri Smith, Corraini Edizioni, 2017

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