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Una storia della lettura di Alberto Manguel

Una storia della lettura di Alberto Manguel - interno storie

Lasciate perdere il mio tentativo di imitare la donna in copertina, sono stata presa dall’entusiasmo per il libro che tengo in mano − un modo  per celebrare la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore il prossimo 23 aprile −, Una storia della lettura di Alberto Manguel (Feltrinelli). Un saggio denso di curiosità, analisi illuminanti e Storia, un libro che ruota intorno all’argomento libri come indica il titolo.

L’autore lo ribadisce più volte: la sua non è una cronologia storica, rifugge dallo spettro manualistico per procedere libero anche da cliché, per aree tematiche la Storia, l’arte e la letteratura si combinano con la vita di Alberto Manguel. Una biografia da far invidia a chiunque, ricca di viaggi e di incontri, come quello con Borges, di cui lo scrittore ne è stato lettore nell’adolescenza durante il suo soggiorno a Buenos Aires. Sì proprio il Borges delle Finzioni e di altri mirabolanti titoli.

Leggere ad alta voce per quel vecchio cieco fu una cosa curiosa esperienza, perché anche se ero io a controllare, con qualche sforzo, il tono e il ritmo della lettura, era comunque Borges, l’ascoltatore, a padroneggiare il testo. Io ero l’autista, ma il paesaggio, lo spazio attraversato, apparteneva al passeggero, che guardava ciò che gli passava davanti la finestrino. Borges sceglieva il libro, Borges mi arrestava o mi chiedeva di continuare, Borges mi interrompeva per commentare, Borges lasciava che le parole venissero a lui. Io ero invisibile.

In questo brevissimo ricordo balza in primo piano il rapporto esclusivo e escludente tra libro e lettore. Il testo scritto, anche se letto da altri, è una forma di dialogo intimo tra passato-presente-futuro, un sussidio per la memoria.
Anche la copertina ritrae una giovane lettrice assorta nel suo libro nelle ore più assolate, è un’immagine eloquente, racchiude il messaggio di fondo di Manguel: la lettura è un percorso individuale. Anche solo scegliere l’angolo in cui abbandonarsi al racconto, lontani da distrazioni, rientra in questa corrispondenza. La lettura non può essere un processo spiegabile, come fosse un modello meccanico, dipende dalla nostra capacità di dare un senso all’atto in se e andare oltre la superficie.
Scrive così Annie Dillard in An American Childhood:

Così potevo immaginarmi una vita fra i libri da qualche parte […] e così correvamo nelle nostre camere e leggevamo febbrilmente, e ci piacevano i grandi alberi fuori dalle finestre, e le terribili estati e i terribili inverni del Midwest.

Insieme alle conoscenze culturali entrano in gioco le esperienze personali, i sogni, le delusioni. Il testo, autonomo nel momento in cui arriva sugli scaffali della libreria, rimane aperto a tante interpretazioni ed è il lettore che gli permette di vivere anche in funzione di ciò, entra in contatto con esso. Il libro è disseminato di segni, è piacere e potere. Allo stesso tempo non può e deve sostituire la vita, lo dice Kafka e lo penso anch’io. Di fronte a un mare limpido o al sorriso di una persona cara le pagine di inchiostro possono attendere.
Nei secoli i pregiudizi nei confronti dei lettori non sono mai stati positivi, a cominciare da una letteratura destinata ai più agiati o al popolo, della censura politica e religiosa, dei generi letterari limitativi anche nell’etichettare uomini e donne in determinate categorie librarie o escludendoli. Lo stereotipo dell’individuo che legge spesso lo rappresenta come  pigro, introverso, destinato a perdersi ciò che gli gira intorno per uno svago definito come semplice velleità.
Manguel fotografa centinaia e centinaia di libri e uomini, allestisce una galleria che incede di pari passo con la Storia; parla di occhiali, traduzione, scrittura, bibliofili, furti, follie, letture pubbliche, roghi, stampa, biblioteche ma soprattutto riscatta la figura del lettori come pedina fondamentale di un sistema antico. Scaffali, registri, editori danno valore allo scrittore e al libro, ma è il lettore a decretarne la qualità. Ecco perché questa cronaca è soggettiva, unica e in continua evoluzione. L’articolo indeterminativo ne motiva questa scelta, Una storia della lettura, una narrazione che non potrà mai essere generica. Ciascun lettore ritroverà la propria storia o forse no.
Ci sono pagine bianche ancora tutte da scrivere.

 

Titolo: Una storia della lettura
Autore: Alberto Manguel
Editore: Giangiacomo Feltrinelli
Traduttore: Gianni Guadalupi
Pagine: 308
Anno di pubblicazione: 2009
EAN: 9788807490859
Prezzo di copertina/ebook: € 18,00 – € 12,99

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2 Commenti

  • Reply Francesca P.

    Mi piace molto la foto… esprime calma, quiete, il piacere di ritagliarsi un momento e come i gatti mettersi al sole a fare ciò che piace! Nutrimento per l’anima, i libri e il tempo libero sono questo… e mi pare proprio espresso bene! :-)

    21 aprile 2016 at 13:03
    • Reply Marina Grillo

      Hai detto proprio bene, cosa che viene espressa anche nel libro. Grazie 😉

      21 aprile 2016 at 13:11

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