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Playlist di febbraio, accumoli

Se l’anno inizia a singhiozzi, quasi a voler essere la prova che i bilanci non si chiudono a dicembre ma necessitano di maggiore sedimentazione, febbraio, pur non amandolo (complici certi mal di pancia infantili in occasione del Carnevale), già si dimostra più clemente.
Ho letto moltissimo, forse come neanche nei lunghi periodi vacanzieri, attratta anche dalle nuove uscite.

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Esperimento americano di Benjamin Markovits

2009. Detroit.

«Questa non è sempre stata una città nera».
«Quando i bianchi hanno fatto abbastanza soldi se ne sono andati».
«E adesso vogliono tornare qui. E, a proposito, non stiamo solo parlando di bianchi».
«Quanti soldi avete portato alla città che non avete speso per voi? Per le vostre scuole e le vostre case e i quartieri?».
«Ci vivi anche tu. Si sono creati lavori».
«Da giardiniere. Da sorvegliante».
[…]
«E chi ci guadagna? […] E dove vanno a finire tutti i soldi? Posso farti una domanda? Se questa cosa ha successo, quanta gente di Detroit si potrà permettere una casa in uno dei tuoi quartieri?».
«Non lo so, Nolan. Ma lascia che te ne faccia una io di manda. Quanto varrà la casa di tua madre?».
«Soltanto se la vende, soltanto se se ne va».

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Un irlandese in America di Brendan Behan

«Tu sei un Fbi» ripeté.
«Ascolta, dissi ancora io «ho fatto solo una nuotata con un tale che ho incontrato, tutto qua». Secondo me sei completamente pazzo e alla fine l’Fbi ti querelerà per diffamazione».
«Non sai cosa vuol dire Fbi, vero?» disse lui. «Come ci chiamate?».