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Recensioni

Cartografie sentimentali

Scrive Robert Macfarlane in Luoghi selvaggi mentre prosegue per sentieri impervi, alla ricerca della wildness, che in qualche modo inquadra persino gli strumenti per orientarsi:

La mappa a griglia si è dimostrata un metodo straordinariamente efficace per convertire il luogo in una risorsa e per elaborare visioni a grande scala dei paesaggi. È una tecnica a cui si devono innumerevoli benefici e progressi. Ma […] ha finito per distruggere quasi completamente la nostra percezione del valore della mappa come racconto: della cartografia fatta di persona, sentita, sensoriale. […] non dovremmo dimenticarci delle mappe-racconto, perché ci mostrano un modo di muoverci dentro a un paesaggio che abbiamo per lo più disimparato.

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Fuori dai libri

Incontri d’autore – Paolo Cognetti

Sono arrivata per l’ultima mezz’ora dell’incontro, ho messo a dura prova la mia bicicletta: non avrei mai potuto perdermi Paolo Cognetti nell’unica occasione di averlo in città.
Parma, nel cuore dell’Emilia, così vicina e così lontana da certi circoli culturali, perennemente intrappolata nella sua aria snob, ogni tanto sorprende con piccoli miracoli che non hanno a che fare figurine prive di spessore anche quando si tratta di nomi altisonanti.

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Recensioni

Le otto montagne di Paolo Cognetti

È una connessione di parole da custodire, un bagliore tiepido che tinge di rosa il cielo, un richiamo a un piccolo pezzetto della propria esistenza. C’è una macchia nostalgica che provo quando mi manca il mare, un’idea nuova rispetto all’adolescenza, che riguarda l’immensità silenziosa e i quadri naturali. Forse comprendo quanto Le otto montagne di Paolo Cognetti (Einaudi) voglia trasmettere per tentare di acquisire una cittadinanza affettiva tracciata inavvertitamente nel passato. Ha il sapore zuccherino dell’avventura narrata nei libri per ragazzi, l’amaro della vita adulta e l’agrodolce dei grovigli del destino.