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Iperborea

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    Il re dell’uvetta di Fredrik Sjöberg

    Il re dell'uvetta di Fredrik Sjöberg - interno storie

    Con Il re dell’uvetta sapevo già cosa aspettarmi: Fredrik Sjöberg mantiene la cifra stilistica che lo contraddistingue. Sulla pagina si accumulano, si stratificano linguaggi e forme narrative, in un amalgama sempre ben riuscito in grado allo stesso tempo di non discostarsi dalla di tenere realtà. Anche il ricordo di una notte d’estate assume la funzione di osservazione, non necessariamente rivelatrice di una trama, ma per recuperare concentrazione e lentezza, tipiche del racconto. Lo spirito ironico, l’indagine su più piani, una buona dose di enciclopedismo fanno di questa meraviglia una lettura da intrappolare in un retino. Continua a leggere…

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    Fiabe islandesi

    Fiabe islandesi - interno storie

    Eva non aveva lavato tutti i suoi bambini e si vergognava a farli vedere a Dio, per questo li aveva nascosti. Dio lo sapeva, e dunque disse: «Ciò che viene nascosto a me, sarà nascosto agli uomini». E così quei bambini diventarono subito invisibili a tutti, e dimorarono in colline, poggi e pietre. Da loro derivano gli elfi, mentre gli esseri umani discendono dai figli che Eva aveva mostrato a Dio. Gli esseri umani non possono vedere gli elfi, a meno che non siano gli elfi a volerlo, perché loro possono vedere gli uomini in modo di essere visti.

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    Io non mi chiamo Miriam di Majgull Axelsson

    Io non mi chiamo Miriam di Majgull Axelsson - interno storie

    Solitamente evito libri e film sull’Olocausto e sulla Seconda guerra mondiale non perché sia una negazionista, perché non riesco a sostenere tutta quella tensione, quel peso. Non solo i dubbi su una tragedia così grande, ma tanta crudeltà difficile da comprendere.
    Persino la proiezione, quest’estate durante una rassegna cinematografica, del drammatico Il Figlio di Saul, non ha giovato al mio pensiero, tanto da ripromettermi di starmene lontana per un po’ da questo filone. Promessa non mantenuta.
    Quando mi sono avvicinata a Io non mi chiamo Miriam (Iperborea) ero titubante, credevo erroneamente che avrei lasciato a metà la lettura. Ma i nordici sono capaci di raccontare qualsiasi aspetto della vita umana senza eccedere nell’orrore. Continua a leggere…

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