Ci sono il bianco delle architetture, il verde cupo degli ulivi in fiore e della primavera, l’azzurro di un cielo terso in una fortunata giornata sgombra di malumori.
Se dici verde devi sgombrare la mente dall’immaginario precostituito o poco esperto, alimentato da cartoline di scarsa qualità o sbiadite versioni altrui. Se dico verde gli occhi si riempiono dei boschi dell’Alto Adige: un fazzoletto impenetrabile di vegetazione, luce e ombre, ricami, che riduce – fino a dimenticare – la distanza dalla dizione e grammatica tedesca.
Siamo ancora una volta in due a partire, con il mio fedele compagno di viaggi – che non insiste se non vuoi proseguire, non scombina i piani. A metà agosto, per sfuggire alle temperature torride, ci ha portati a compiere un sali-e-scendi tra due regioni, l’Umbria e le Marche. Morsi, appunto.