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Fuori dai libri I piccolini Recensioni

Playlist di aprile, tè verde

A aprile cambio tè, come si fa con gli abiti. Dal nero salto al verde più leggero per la stagione estiva che verrà.

Quest’anno complici le temperature invernali fino a metà mese, il passaggio è stato ritardato a due giorni fa. Poi si aggiunge la faticosa ricerca di tè che possano venire incontro ai miei gusti, che le miscele non mi stanchino e non siano imbevibili. Mi potrei affidare ai negozi online, ma richiede una tale fiducia nelle proprie capacità di scelta se si vuole provare qualcosa di nuovo, che non possiedo. Insomma, potrei rischiare di farne un profumatore per armadio.

Per il momento mi accontento di quanto mi offre la dispensa e di innaffiare le piante.

I libri

Il giro del mondo in 80 piante è uno di quei libri da avere in libreria, da consultare quando si ha nostalgia di prati. Perché? Esplode di fiori.

Jonathan Drori (L’ippocampo) torna a scarpinare per il pianeta, offrendoci una mappatura speciale, odorosa di colori e esotismi, persino quando si tratta di una nazione europea.

Diamo i numeri: 6 continenti, 55 paesi e 80 piante, tra arbusti e fiori, dai più noti e agli sconosciuti (almeno per chi, come me, non è pratico di botanico). Una straordinaria biodiversità a qualsiasi latitudine.

Come il precedente dedicato agli alberi, il piglio è sempre enciclopedico, scientifico fino a allargare le relazioni, la simbiosi tra natura e uomo, al campo antropologico. Insomma, comportamenti – alcuni deplorevoli -, scoperte hanno influenzato economie e società, senza dimenticare gli estri artistici.

Poi le illustrazioni di Lucille Clerc, con una patina vintage, da manuale botanico, arricchiscono ulteriormente questo viaggio. Cambia il contenuto, ma non il messaggio: voglio sorprenderci ancora delle meraviglie naturali? Allora tuteliamole.

Resto ancora sul medesimo argomento passando a un albo, che si rivela in gioco flessuoso di similitudini.

Come un albero di Maria Gianferrari (Rizzoli) è il sodalizio poetico tra uomo e natura, fino ad abbracciare il concetto di comunità: l’uomo ha radici, corteccia, chioma proprio come un albero. Siamo tutti diversi, insieme foreste uniche, linfa per il sostegno comune. Quindi, aiutiamo la vita sulla terra e proteggiamo gli alberi, noi stessi.

E poi le pagine si animano dei colori di Felicita Sala, che con le sue forme sinuose segue questi versi.

Può un albo così non far pensare alla primavera? Il giardino di Monet di Kaatje Vermeire (Kite) ce ne regala uno sprazzo lussureggiante portandoci in Francia.

Le illustrazioni dell’autrice evocano le tecniche pittoriche dell’impressionismo, rinnovate con il collage, inserti digitali, disegno.

Seguiamo la vita, condensata in poche pagine, di Claude bambino, intento a saltare sui sassi. L’ambiente marino si apre di luce, quella rincorsa nei suoi quadri: «da grande voglio diventare un pittore», si ripromette. Sfogliamo ancora, lo ritroviamo a compiere i primi passi nell’arte, a sostenere quelle idee rivoluzionarie che avevano scombussolato un sistema determinato, gli studi, il grande amore Camille e la casa rosa con giardino, a Giverny, nella campagna normanna, nella quale dimorò fino al 1926: «ci devono essere dei fiori. Una tavolozza per ogni stagione. E per ogni tavolozza nuovi colori».

E infine la realizzazione di quel giardino fiorito nell’acqua, gli accenti orientali, le ninfee, sempre uguali, sempre diverse.

Made in Sweden di Elisabeth Åsbrink (Iperborea) è una mappatura sincera della Svezia.

L’autrice ha un padre ungherese, una madre inglese, si accorge solo da adulta di aver assorbito i cosiddetti valori svedesi: «prima di allora, ero stata consapevole solo della mia estraneità».

Le antiche popolazioni nordiche, Carl Linneo, Ellen Key, i socialdemocratici, la Casa del popolo, Olof Palme, il funzionalismo, Astrid Lindgren, il signor Ikea, il welfare, Zlatan Ibrahimović, l’utopia nordica, l’hockey, i sami. È un percorso storico, culturale, sociologo in due mila anni, tra i grandi eventi, moti, quadri di vita che hanno segnato la nazione. Luci, ombre, curiosità, contraddizioni: l’immagine di terra felice viene confutata, sviscerata attraverso cinquanta parole simbolo. Questo sillabario nordico tenta di rispondere a un quesito che si può declinare in tanti ambiti: che cos’è la svedesità?

La lingua è il leitmotiv che muove tutto, misura il tempo, segna i cambiamenti, si comprende un paese:

Le parole stanno come le monete sul fondo di un pozzo e luccicano quando qualcuno ha bisogno di scrivere un racconto che abbia, un inizio, un centro e una fine.

Le curiosità

I luoghi dei film, dal 1900 al 2020

La tavola periodica dei cattivi della letteratura

Eco-logica

Il 22 aprile si è celebrata la Giornata della Terra, qui le iniziative passate e future per la tutela ambientale.

La canzone

Heartbeats di The Knife (2009)

Il film

La teoria svedese dell’amore di Erik Gandini (2016)