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Le mie letture

I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca

I pesci non chiudono gli occhi perché altrimenti perderebbe ogni frammento della bellezza che li circonda. Anche il nostro protagonista non chiude gli occhi quando l’ultima sera d’estate bacia la ragazza con la quale ha condiviso la lunga vacanza sull’isola.

Dimenticatevi i nomi propri, in questo piccolo capolavoro di Erri De Luca le cose, le persone tornano al nucleo originario, fino a diventare la nostra storia. Un racconto autobiografico, un tuffo nell’estate degli anni ’60, un’avventura estiva intervallata da pillole, pensieri, dalla stessa presenza dell’autore che oggi scrive, sale su un palco a strimpellare la chitarra, assiste alla morte dei genitori.
Quell’estate avrebbe dovuto essere come le altre, caldissima, solitaria, rifugiata nel nuoto e nella parole crociate, nella madre e nel mondo della pesca silenzioso, ruvido, generoso e saggio.
Innanzitutto, è un’estate che lo vede testimone della tacita frattura tra i genitori, affronta il dramma familiare, la sincera distanza tra le ragioni della madre e quelle del padre.
Ma questa lunga vacanza mette a dura prova il corpo. Dieci anni sono una tappa importante nella vita di un individuo: per la prima volta la propria età si scrive con due cifre sancendo il passaggio il passaggio all’adolescenza. «L’infanzia smette ufficialmente quando si aggiunge il primo zero», un passaggio apparentemente formale, ma in realtà pieno di trasformazioni.
Il corpo è tormentato, spinto al limite: l’impazienza dell’attesa che brulica senza sosta, cerca di plasmare la forma fino a romperla. La maturità fatica a trovare spazio in un corpo che non vuole adeguarsi. La crescita di un solo centimetro è una conquista, accanto alla ragazzina il corpo è un’officina in piena attività, un tumulto di sensazioni; comporta l’iniziazione verso affetti sconosciuti: l’amore non ha connotazioni precise, non è carnale, è lieve ma forte, fa compiere alle persone azioni impensabili. «Nei libri c’era traffico fitto intorno al verbo amare», un verbo oscuro al bambino. Le sue mani conoscono solo il mare e scoprono il verbo mantenere che comporta una promessa, tenersi per mano preludio dell’amore.
È un’amicizia che ridisegna il termine giustizia, «un vocabolo femminile», urgente, capace di far male. E il bambino ne avrà dimostrazione sulla propria pelle di questo nuovo significato.
La voce del bambino-adulto ci accompagna in questa lettura “soffice”, poetica, viva di dialetto, quasi un canto pieno di ricordi e di mare.
Sono entusiasta di questo libro e me ne dispiaccio molto per esservi giunta solo ora. Non voglio aggiungere una parola e una virgola di più perché il libro parla da sé e ogni mio giudizio sarebbe inutile.
Buona lettura…
Titolo:  I pesci non chiudono gli occhi
Autore: Erri De Luca
Pagine: 122
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2013
EAN: 9788807881886
Prezzo di copertina: € 6,50

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