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Le mie letture

Playlist di novembre, sentirsi né di qua né di là

Alla fine del mese scorso sono tornata a casa, in Calabria, per la festa del paese che si sarebbe tenuta a inizio novembre. Mancavo da tanti anni, tutti quelli dall’università in poi. Ho salutato qualche conoscenza che non vedevo da tempo, altre le ho accuratamente evitate, soprattutto per proteggermi da domande impertinenti.

Ho ritrovato i rituali di un giorno allegro, compresa una certa distanza da quella circostanza. Mi sono resa conto, però, di aver perso qualcosa, di non far parre più di una comunità: il sentirsi per l’ennesima volta né di qua né di là è un po’ il mio tallone d’Achille insieme a tante cose. E so bene che ogni volta che vado via significa sfuggire anche a certe dinamiche da paese, così come allontanarmi sempre più da qual che è stato. Non troverò mai una sintesi, ne avevo pure parlato qui ricorrendo a due libri.

Novembre si trascina tutta la nostalgia per l’autunno, perché da domani prenderà il posto l’altra stagione, che non è l’inverno.

I libri

Gli 84 giorni di neve e vette per percorrere l’intero arco alpino, da Mentone a Trieste, Sylvain Tesson li racconta in Bianco (trad. di Marina Di Leo, Sellerio), accompagnato dall’amico e arrampicatore Daniel Du Lac. Sono quattro gli inverni – dal 2018 al 2021 – che seguono un paese di linee che non portavano da nessuna parte, per riprendere la volta seguente dal punto d’arrivo.

Bianco non è la cima, ma il colore della neve, del «tempo ritrovato» che diventa sostanza, pazienza, temperanza, alternanza.

Tutto si uniforma, dimenticando ciò che è presente a valle.

Stavo andando nel bianco. E contavo sul «sostantifico» colore per uniformarmi di gioia. Il soggiorno nei paesaggi innevati purga l’anima. Respiri il Bianco, incidi la luce. Il mondo risplende. Ti riempi di spazio.

È a tutti gli effetti un racconto di viaggio, che comprende la fatica, i pericoli, le discussioni, gli incontri, la meraviglia di essere circondati da un’unità e unicità.

Ci sono poi i tanti riferimenti letterari che caratterizzano la sua prosa, inclusa la compagnia dei pochi libri consentiti per non sovraccaricare lo zaino o quelli lasciati nei rifugi e nei bivacchi dai camminatori.

La scrittura segue il movimento, di salite e discese, si adegua alla brevità dell’attimo e del taccuino, proponendo una cronaca quasi frugale.

È un altro Tesson, rispetto a Nelle Foreste siberiane e La pantera delle nevi, che apprezzo pur non concordando con l’esposizione di certe sue convinzioni.

È un po’ complicato parlare di A Natale tutti insieme. Cose spiegate bene. Per chi conosce questa collana che nasce dalla collaborazione tra Iperborea e «Il Post», saprà cosa aspettarsi o almeno avere un’idea di partenza. I volumi sono sempre tematici e l’ultimo in ordine di uscita, manco a dirlo, è in versione dicembrina, come testimoniano le illustrazioni di Noemi Vola.

A ‘sto giro si cerca di tracciare una summa, seppur il termine non sia appropriatissimo, sul Natale. Natali vecchi e nuovi. Per esempio le origini, i pranzi interminabili, le tradizioni, la moda dei maglioni, ma anche temi in cui nei giorni di festa non si pensa molto, come la solitudine e il lavoro negli ospedali, carceri e case di riposo, la musica. Il ritmo è spezzato dai contributi molto personali di diverse collaborazioni. Il taglio è sì giornalistico, con un quid più spumeggiante che ben si addice all’atmosfera del periodo.

È comunque certo che il mondo si divide tra intollerant* e amant* del Natale. È comunque certo che, spogliata dei suoi significati più spirituali, è una festività in cui predomina l’aspetto più commerciale.

Le curiosità

Si può calcolare la quantità di luci per decorare l’albero, ma anche l’albero stesso e le altre decorazioni inserendo una serie di parametri

Ha riaperto a Bologna questo mese dopo anni di abbandoni e restauri il Cinema Modernissimo

Ecologica

I glitter, compresi quelli cosmetici, sono microplastiche a tutti gli effetti, che inevitabilmente finiscono negli scarichi e nell’acqua; si trovano negli ombretti e illuminanti, negli esfolianti per esempio. Da ottobre scorso la Commissione Europea li ha banditi, con l’intenzione di ridurre le microplastiche entro il 2030. Il divieto sarà comunque in progressione e con la necessaria dicitura da riportare sulla confezione.

Per chi ama brillare, niente è perduto: esistono i glitter biodegradabili. Il risultato dai motori di ricerca presenta un elenco piuttosto sostanzioso di case cosmetiche che già li propongono.

Il film

Miss Marx di Susanna Nicchiarelli (2020)