Sospesa: non mi viene altro termine per definire questa estate, di cui credo non abbia consistenza per me. Non ho capito granché di questi giorni, troppo lenti, troppo solitari, troppo vuoti.
Giugno ha il profumo intenso del tiglio. Quando passo dai viali alberati della città ne sono estasiata. Insieme al gelsomino per me sono l’estate lontana dal mare, quella afosa che ti regala un dolce conforto.
Chiudere maggio con qualche traccia di sole è un finale degno di un film di fantascienza. Eppure è così. Documenteremo questo mese come il più bizzarro e piovoso, e soprattutto faremo sempre più i conti con un clima impazzito a causa nostra. Inutile appellarsi a giustificazioni che esulano il nostro comportamento.
La primavera volge al termine, confidiamo nell’imminente estate con la speranza di calzare i miei amati sandali. Incrocio le dita.