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Fuori dai libri

L’estate in classifica

In un racconto di Bernard Malamud, Un’estate di letture, il giovane George lascia la scuola per il lavoro. Tuttavia durante i colloqui gli viene chiesto della sua istruzione, alla domanda come trascorrerà l’estate nell’attesa di occupazione risponde:

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Fuori dai libri

Benedetti siano i mercatini

Martedì. Oggi è giorno di mercatino dell’antiquariato in Piazza Ghiaia. Dalle 9 alle 19. In una zona centrale della città. Parlo di Parma.
Non vado, altrimenti starei a comprare libri come al solito. E attualmente non avendo una libreria finirebbero nell’ennesimo scatolone fatto arrivare in casa per l’occorrenza, non ho più idea di ciò che possiedo.

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Fuori dai libri

Si dice paesaggio

paeṡàggio s. m. [der. di paese, sul modello del fr. Paysage]. – 1. Veduta, panorama; parte di territorio che si abbraccia con lo sguardo da un punto determinato: un p. pittoresco, incantevole, ridente, melanconico; p. campestre, montuoso, marino; p. invernale; ammirare il p.; dalla finestra si vede un bellissimo paesaggio. Con riferimento a panorami caratteristici per le loro bellezze naturali, o a località di particolare interesse storico e artistico, ma anche, più in generale, a tutto il complesso dei beni naturali che sono parte fondamentale dell’ambiente ecologico da difendere e conservare. […] 2. P. geografico, il complesso degli elementi che costituiscono i tratti fisionomici di una certa parte della superficie terrestre; si può considerare come la sintesi astratta dei paesaggi visibili, in quanto rileva di essi soltanto i caratteri che presentano le più frequenti ripetizioni sopra uno spazio più o meno grande, superiore in ogni caso a quello compreso da un unico orizzonte: p. carsico, glaciale, desertico, se gli elementi caratterizzanti prescelti sono quelli fisici del suolo; p. forestale, steppico, in base a elementi fitogeografici; p. a risaie, minerario, portuale, in base a elementi antropici. […]