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Althénopis di Fabrizia Ramondino

Althénopis di Fabrizia Ramondino - interno storie

Althénopis è storia antica. E Einaudi a trent’anni dalla sua prima edizione lo fa risplendere in un’edizione satura e brillante. Una preziosità di Fabrizia Ramondino.
Althénopis è Napoli ma non la casa, si cambia le vesti ma non accoglie; si materializza prepotente per i capricci del destino, luogo di pellegrinaggio forzato prima della partenza. Qui la luce è autunnale. Sempre.

Il nome della mia città natale. In origine il suo nome significava «occhio di vergine». Ma pare che i tedeschi, durante l’occupazione, trovandola così imbruttita rispetto alle descrizioni di Mozart (riferite anche in una novella di Mörike) e di Goethe, le mutarono il nome in Althénopis, che starebbe appunto a significare «occhio di vecchia». Alcuni letterati apologeti della nostra città accampano l’interpretazione «occhio di saggio»; contro questa interpretazione però si oppone da un lato la constatazione che i barlumi di saggezza sono ancora troppo tenui nella nostra città, come altrove, per essere considerati duraturi; dall’altro il dizionario tedesco stesso, dove saggio suona weise e non alt.

Napoli-Althénopis si maschera e attende sullo sfondo il suo momento.
Anche Santa Maria del Mare, il luogo dell’infanzia, subisce la medesima metamorfosi come altri villaggi della Costiera, la Ramondino riplasma la toponomastica e la ridisegna seguendo il flusso della memoria.
Santa Maria del Mare è assolata, mediterranea, povera, mai misera; non è segnata sulle carte: contrasta nettamente con i centri urbani limitrofi che appaino come ombre.
È palese l’impronta autobiografica: si aprono i cassetti di trine e pizzi, sbucano i racconti, i profumi e le avventure sempre più ardite: «una festa di sole e di acqua».
Il mare assume una posizione predominante, teatro di pomeriggi estivi, una cura, un habitat naturale:

Distesi a pancia sotto, con i gomiti affondati nella sabbia, le mani a sostenerci il volto, guardavamo immobili e affascinati le insegne dondolanti contro il cielo rosa e viola; all’orizzonte un addensamento azzurro indicava le isole.

Poi le corse nella piazza polverosa, gli esperimenti culinari, il vociare tra le vie: una libertà degli spazi che si restringe man mano che il destino prende in mano le redini del gioco.
La struttura in tre parti o meglio in tre tempi – dal secondo conflitto mondiale fino agli anni Settanta – si piega a un racconto basato sulla percezione più che su una trama articolata. La scrittrice percorre ogni giorno una strada, un sentiero nuovo per riscoprire quel microcosmo felice e denso che si rarefa con il tempo, evapora per lasciare sulla superficie il sale.
Un esercizio della memoria che si esprime attraverso il paesaggio prima, le abitazioni cittadine poi, e approdare infine ad un architettura scarna e metallica, priva degli orpelli che hanno tessuto l’intreccio iniziale. La scrittura aromatica e serrata indugia molto sul dettaglio fino a farlo protagonista, dilata i tempi e mappa i sentimenti. La terza parte è più lucida, spietata, compromessa ma distante nonostante il confronto sia serrato.
Nel frattempo si indaga retrospettivamente in quelle luminescenze quotidiane nonostante la guerra. La narrazione procede per grandi quadri – la nonna, il mare, le case degli zii – per nascondere nelle pieghe delle vesti le tracce di una vita che ha subito un brusco freno. Ma ancor di più c’è una scienza del ricordo, attenta e levigante. È complicato disfarsi del passato e di alcune presenze, una vera e propria galleria di volti, la numerosa famiglia, sapientemente ritratti. La prima pennellata è per la nonna che apre Althénopis: una figura leggera e nera si aggira a passo svelto per le vie di Santa Maria del Mare, in contrasto con la madre della ragazza, una parentesi su un foglio bianco.
Si sbriciola nelle pagine la relazione tra madre-figlia-nonna, una fase preparatoria prima della resa dei conti. Non analizzerò le figure femminili, per quanto pregnante e sottile sia il tema, difficile venirne a conclusione sopratutto se si legge l’ultima parte, Bestelle dein Haus (Prepara la tua casa) cita Bach.
Non avrei voluto parlare di questa magnificenza in tali termini, avrei voluto far prevalere le mie sensazioni, non ci sono riuscita per lo spirito indagatore che spesso non mi lascia scampo. Sappiate che è una lettura che è molte cose oltre a questo.

 

Titolo: Althénopis
Autore: Fabrizia Ramondino
Editore: Einaudi
Pagine: 304
Anno di pubblicazione: 2016
EAN: 9788806230432
Prezzo di copertina/ebook: € 23,00 – € 9,99

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