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Fuori dai libri

Cronache dal Salone del libro di Torino

Torino è soleggiata in questo maggio incerto, che fa il verso a marzo e pare che la primavera sia un’illusione di qualche ora. E al Salone del libro la folla è agguerrita.
Quando vai al Lingotto ti chiedi: perché dicono che la gente non legge eppure è tutta qui? Le ragioni sono molteplici. O si va per presenzialismo, un po’ come l’Expo o qualsiasi altra manifestazione per la serie “se c’è coda bisogna esserci”, o è realmente interessata. Caldeggio per la seconda opzione.

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Fuori dai libri

Il mio primo libro

Dicembre 1992, avevo 8 anni, ero in terza elementare. In prossimità del Natale, la nostra maestra Anna – dico nostra perché da quando aveva iniziato a insegnare in paese è diventata la maestra di tutti – si presenta con una pila di libri. Non ricordo la mia reazione, sarei una bugiarda se dicessi che fossi curiosa o in estasi davanti a così tanti libri. Erano 11. Noi eravamo in 11. Libri acquistati a Milano. Noi, io per prima, non sapevo neanche come fosse fatta una libreria e quanti titoli avrebbe mai potuto contenere.

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Fuori dai libri

Un incontro meridiano

Ci sono ancora le luci di Natale (solo in questi scatti), la brezza che sale dal mare ha il sapore del primo vero freddo. A gennaio è semplice immergersi nell’inverno mite del Sud ma che oggi ha cieli cupi. Le luci timidamente illuminano le strade del centro storico di Tropea prima che cali il buio ed io mi presento alla libreria Il pensiero meridiano, punto di riferimento e rifugio di tanta meraviglia. È sabato 2 gennaio.