Categorie
I piccolini Le mie letture

I piccolini – Un libro sulle balene di Andrea Antinori

La balena della balene è Moby Dick, ossessione del capitano Acab. E se vogliamo essere chiari si tratta di un capodoglio bianco. Questo mammifero nuota nelle pagine dell’Orlando, del Barone di Münchhausen, di Pinocchio. Anche se la prima di cui si è a conoscenza della storia della letteratura e della civiltà è presente nella vicenda biblica di Giona. In verità si parla di un pesce di grandi dimensioni ascrivibile ad uno squalo. Ma noi prendiamo per buona che sia una balena.
Bene, è Andrea Antinori a parlarci dello sconosciuto mondo dei giganti del mare, semplicemente in Un libro sulle balene (Corraini edizioni). Senza fronzoli. Anzi pare che sia stato scritto da un piccolo lettore: schematico, diretto, una sorta di pratica enciclopedia. Accompagnato da un tratto di matita sottile e marcato.

Categorie
Comodini

Comodini – Retablo di parole

Rossella ha gli occhi blu ed una lettrice sopraffina e vorace, anima appassionatamente il suo spazio, Retablo di parole, un tabernacolo di parole come dichiara nella presentazione del suo blog. Abbiamo gusti letterari simili, spesso trovo spunti interessanti dalle sue proposte. Ma oggi ci racconta il suo comodino.

Categorie
Le mie letture

Io non mi chiamo Miriam di Majgull Axelsson

Solitamente evito libri e film sull’Olocausto e sulla Seconda guerra mondiale non perché sia una negazionista, perché non riesco a sostenere tutta quella tensione, quel peso. Non solo i dubbi su una tragedia così grande, ma tanta crudeltà difficile da comprendere.
Persino la proiezione, quest’estate durante una rassegna cinematografica, del drammatico Il Figlio di Saul, non ha giovato al mio pensiero, tanto da ripromettermi di starmene lontana per un po’ da questo filone. Promessa non mantenuta.
Quando mi sono avvicinata a Io non mi chiamo Miriam (Iperborea) ero titubante, credevo erroneamente che avrei lasciato a metà la lettura. Ma i nordici sono capaci di raccontare qualsiasi aspetto della vita umana senza eccedere nell’orrore.