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Le mie letture

L’ultimo amore di Baba Dunja di Alina Bronsky

È impossibile non ammirare una copertina simile, l’arancione dello sfondo e la figura ricordano un manifesto sovietico che celebra il lavoro contadino e la donna: lo sguardo fiero rivolto a un futuro che non potrebbe che essere raggiante. Apre così L’ultimo amore di Baba Dunja di Alina Bronsky (Keller), una storia agrodolce in cui prevale una nota amara nonostante lo spirito ironico della donna; una lettura piacevole per concludere un pomeriggio d’autunno.

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Le mie letture

Le otto montagne di Paolo Cognetti

È una connessione di parole da custodire, un bagliore tiepido che tinge di rosa il cielo, un richiamo a un piccolo pezzetto della propria esistenza. C’è una macchia nostalgica che provo quando mi manca il mare, un’idea nuova rispetto all’adolescenza, che riguarda l’immensità silenziosa e i quadri naturali. Forse comprendo quanto Le otto montagne di Paolo Cognetti (Einaudi) voglia trasmettere per tentare di acquisire una cittadinanza affettiva tracciata inavvertitamente nel passato. Ha il sapore zuccherino dell’avventura narrata nei libri per ragazzi, l’amaro della vita adulta e l’agrodolce dei grovigli del destino.

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Fuori dai libri

La lettura

Tra le tante che si possono estrapolare da Walden di Henry David Thoreau, l’excursus sulla lettura merita una riflessione. L’ho letto un paio di volte, ne ho sottolineato i passaggi per me più significativi in relazione alla mia esperienza di lettrice.

Thoreau scriveva nel 1845, al principio della sua avventura nei boschi. Nel suo rifugio aveva pochissimi libri e aveva appoggiato la teoria del trascendentalismo di Emerson, ma non è questo che ci importa. Alla Lettura dedica un intero capitolo. E forse sorprende sentirne trattare.