Arrivo in chiusura dell’estate, mancano giusto tre giorni all’equinozio d’autunno. Dunque, per il terzo anno ho stilato l’abbecedario ricorrendo ad alcune parole che possono raccontare i libri letti nel tempo.
Lo ripeto ogni anno: giugno è il mio mese preferito (forse ne ho altri). Non amo l’estate, ma questo mese sì. Mi pare che tutte le promesse si esaudiscano. Il resto è una lenta malinconia per arrivare alla stagione successiva.
Per il secondo anno mi sono presa i miei tempi prima di fare un bilancio delle letture del 2022, sia perché non tollero più la fretta smaniosa che colpisce quotidiani, siti, riviste soprattutto d’oltreoceano, sia perché spero in un colpo di coda che mi sorprenda sul finale. In genere non accade.