C’è una strada di campagna che mi piace frequentare, è circondata dalle robinie profumatissime, da cespugli di rose canine: al mattino presto è un trionfo di luci e suoni. È un momento che mi isola da tutto e mi fa bene.
Posso riassumere aprile in un’unica parola: libri. Ne ho letti molti, alcuni sono finiti qui, altri qui. Per questioni personali, o meglio di salute, ho dedicato buona parte del tempo alla lettura. Mi sono capitate tra le mani ottimi titoli, qualcosa mi ha delusa, ma nulla di strano. Dunque, mi è valso il recupero di un’autrice dimenticata del primo Novecento, una candidata allo Strega di cui non parlerò, un viaggio a Skiathos, un graphic novel doloroso, un catalogo poetico. In questi giorni sto terminando, poi, Tra un atto e l’altro di Virginia Woolf.