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Fuori dai libri

Cose d’inverno

Sull’inverno non ho grandi argomenti, è una stagione che mi provoca disagio e irrequietezza, che mi costringe a ripensarmi più di quanto non lo faccia io. Subisco anche la malinconia e l’euforia delle feste natalizie per approdare a un’improvvisa calma piatta. Dico sempre che d’inverno non succede mai niente.

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Le mie letture

Il 2023 in libri, i miei preferiti

Gennaio significa fare il punto sui libri dell’anno precedente. Come ho scritto il mese scorso, sempre più ci si dimentica che i 365 giorni si concludono a dicembre, la frenesia di anticipare i tempi addirittura a novembre fa perdere il contatto con la realtà: si legge e si ascolta musica fino al 31 dicembre.  

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Le mie letture

Playlist di dicembre, l’anno è di 11 mesi

Alla fine di novembre, precisamente il 30, mi capita di leggere su Instagram un post del «New York Times» sui libri migliori dell’anno. Dopo un paio di giorni altri quotidiani statunitensi pubblicano la loro classifica. E ancora Spotify con il wrapped. Rifletto, chiedo spiegazioni, pur sapendo già le risposte di questa sempre più necessità di accorciare i tempi, dicembre è cancellato, risucchiato dall’ansia dei bilanci. Come se non fosse possibile leggere un capolavoro nell’arco di venti giorni, come se non si ascoltasse più musica, come se il mondo si fermasse nell’attesa imminente del nuovo anno. Non c’è nulla di male, ma essere così definitivi ci rende vulnerabili e marionette.