È una delle ultime sere di giugno, scrivo, per concluderlo, sul balcone. Osservo il cielo, dopo le piogge dei giorni scorsi: è di nuvole blu polvere come pennellate e un orizzonte violetto e corallo. Qualche rondone volteggia nell’aria.
Dopo le cose di estate, autunno e inverno, chiudo questa piccola e breve rubrica con la stagione dei fiori, della natura rigogliosa, dell’aria tiepida e delle grandi promesse. E in qualche modo della libertà prima di essere sopraffatti dal caldo opprimente dell’estate.
Nei giorni passati ho tentato, perché non sono mai risolutiva, di mettere ordine nel cassetto dei calzini che negli anni, a dirla tutta, è diventato un contenitore, di modeste dimensioni, per organizzare gli oggetti.